Dopo essersi letteralmente spaccati la testa per anni nelle aule giudiziarie, adesso il Comune di Latina e Ipogeo srl avranno ben tre anni per trovare un accordo sulle somme che il primo deve alla seconda. Un lasso di tempo inaspettato ma cercato da entrambe le parti, che nell'ultima udienza davanti alla Corte d'Appello hanno chiesto e ottenuto un rinvio lungo al fine di trovare una soluzione transattiva, che in effetti sia l'amministrazione che la società stanno cercando. Per ora senza grandi passi in avanti ma aver dichiarato ai giudici che ce la potranno fare è indicativo. Dunque la prossima udienza del contenzioso è stata fissata per il 30 aprile 2025. A questa fase si è arrivati per un doppio ricorso, sia del Comune di Latina, rappresentato dall'avvocato Francesco Cavalcanti, che di Ipogeo Latina srl, rappresentata dagli avvocati Francesco Quarta Cirri Sepe e Giancarlo Damiani Chersoni. Il ricorso è avverso la sentenza che ha deciso la domanda della società volta ad ottenere il pagamento del contributo per il mantenimento del cimitero nonché la «condanna del Comune per grave e colpevole inadempimento alle obbligazioni derivanti dal contratto dell'undici marzo 2009 e del suo atto integrativo del 10 agosto 2010 per la somma complessiva di 13 milioni e 798mila euro, interessi e rivalutazione monetaria».

Il giudice di primo grado, dopo aver disposto la nomina del ctu Fontenova per la quantificazione dei danni, ha revocato il provvedimento di nomina del perito e ha infine condannato il Comune di Latina al pagamento in favore di Ipogeo della somma di un milione e 134mila euro, oltre agli interessi legali maturati. Quella sentenza di febbraio 2020 è stata, appunto, appellata da entrambe le parti. Ipogeo si sentiva lesa circa la quantificazione, il Comune riteneva di non dovere nulla. La causa doveva essere assunta in decisione una settimana fa ma in udienza gli avvocati di entrambe le parti hanno chiesto un rinvio lungo perchè, hanno dichiarato, Ipogeo e Comune sono interessati a trovare un accordo. Una pax temporanea che prevede, per ora, l'ampliamento del cimitero già approvato e una soluzione per l'impianto di cremazione che, come si sa, è stato anch'esso oggetto di un lungo contenzioso davanti al Tribunale amministrativo. La Corte d'Appello ha concesso di ritornare in aula fra tre anni e ha riunito tutte le domande. Potrebbe essere la volta buona per arrivare ad un chiarimento sulle clausole della famosa concessione del 2009, scritta con il consenso dell'amministrazione pur se apparsa negli anni a seguire come un capestro su molte clausole. Tutte comunque legittime e infatti considerate tali anche in Tribunale. L'attuale amministrazione ha annunciato una modifica del regolamento che contiene le norme circa i rapporti tra l'ente e la concessionaria.