Molto fumo e poco arrosto: l'invasione dei cinghiali, delle campagne, delle città e ora anche delle spiagge continua inarrestabile nonostante i molti proclami, i moltissimi impegni, le leggi, i decreti adottati. I cinghiali pascolano e prolificano indisturbati divorando e distruggendo tutto ciò che incontrano sul loro cammino. Sono animali voraci e aggressivi che, muovendosi in branchi, hanno la capacità di danneggiare e distruggere interi campi coltivati.

Gli agricoltori, che pure hanno continuato a seminare e a produrre durante la pandemia dando una dimostrazione di responsabilità e senso civico, oggi sono stremati e sfiduciati. Colpiti dalla più grave siccità che si ricordi, dall'aumento insostenibile delle materie prime e dei costi di produzione, si sentono traditi e abbandonati dalle istituzioni che nonostante mesi e mesi di denunce allarmanti e di pubbliche manifestazioni di protesta, non sembrano in grado di dare risposte adeguate a questo problema che ha l'effetto della benzina sul fuoco. Il Piano di abbattimenti selettivi deliberato dalla Regione Lazio non è mai partito né sono state avviate le azioni di risarcimento dei danni previste dall'art. 26 legge dalla Legge n. 157 del 11 febbraio 1992.

Nella nostra provincia i cinghiali, fino a qualche anno fa piuttosto contenuti nelle aree collinari interne, hanno letteralmente invaso l'intero territorio provinciale arrecando danni ingenti a tutti i tipi di coltivazione erbacea o arborea. In particolare ingenti danni vengono segnalati nei vigneti e nelle coltivazioni di Kiwi dove i cinghiali oltre a devastare il terreno distruggono le piante divorando cortecce e radici. Ingenti i danni, stimati ad oggi nell'ordine di 3,4 milioni di euro e destinati ad aumentare rapidamente se non si prendono provvedimenti immediati ed efficaci. "Di fronte a questa inefficienza siamo esasperati e molto preoccupati.

Con le alte temperature caratteristiche di questa stagione estiva è molto forte il rischio di incendi e con essi la possibilità che i cinghiali privati del loro habitat naturale e affamati possano ulteriormente dilagare sui terreni agricoli fino all'interno delle nostre case. Inoltre la circolazione incontrastata di questi animali rende insicure le strade e mette seriamente a rischio la sicurezza delle persone e la nefasta possibilità dell'estendersi irrefrenabile della "peste suina" con tutte le pesanti conseguenze che questo comporterebbe soprattutto sulle imprese agricole.