Poco prima della caduta di sindaco e consiglio, la Giunta Coletta tramite la delibera numero 179 del 4 luglio, ha approvato gli elaborati del progetto di fattibilità tecnica/economica per i "Lavori di manutenzione straordinaria dei marciapiedi ed eliminazione barriere architettoniche per Via Circonvallazione, P.zza Bruno Buozzi davanti il Tribunale e Piazza S.Marco".

Un primo passaggio importante di applicazione del Peba, il piano di eliminazione delle barriere architettoniche che ha vuto una lunga gestione condita di annunci e polemiche e si è finalmente concretizzato alcuni mesi fa con l'approvazione in consiglio comunale.

L'importo complessivo del lavoro di abbattimento, redatto da professionalità interne al Servizio Decoro del Comune di Latina, è pari a 230.000 euro. Ma c'è chi non manca di rilevare alcune anomalie che sono state rilevate dal gruppo politico Latina nel cuore. Era stato Dino Iavarone a sottolineare di essere stato relatore dell'emendamento presentato insieme a Fratelli d'Italia finalizzato proprio all'istituzione di un apposito capitolo di spesa per l'eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA). Quest'ultimo aveva creato qualche imbarazzo all'interno della maggioranza, ma fortunatamente era riuscito a passare grazie ai voti del centrodestra e all'astensione di Forza Italia e Fare Latina. Per giustificare la propria posizione, l'amministrazione Coletta replicò che sostanzialmente non serviva un apposito capitolo di spesa, dato che tutti i nuovi lavori pubblici avrebbero dovuto rispettare quanto contenuto nel PEBA (approvato all'unanimità dal Consiglio Comunale).
Una visuale con la quale Iavarone non è d'accordo. «Eliminare le barriere architettoniche significa fare una ricognizione di quelle esistenti, quantificare la spesa e attivare tutte le procedure al fine di assegnare i lavori per eliminarle – spiega - e non aspettare volta per volta l'inizio di un lavoro di manutenzione per ripristinare un servizio che deve essere accessibile a tutti: così facendo, infatti, passerebbero decenni prima di avere marciapiedi e uffici pubblici a norma». Ma c'è di più, ovvero la beffa, con i lavori, di abbattere le uniche e poche strutture per disabili presenti in centro. Spiega Iavarone: «Nemmmeno i nuovi lavori, come sostenuto dall'amministrazione Coletta, vengono fatti nel rispetto del PEBA. Difatti, presso l'incrocio situato tra Viale Italia e via IV Novembre, dinanzi alle poste centrali, lì dove c'era un attraversamento pedonale con tanto di scivolo per le carrozzine, a seguito di alcuni lavori eseguiti probabilmente per la pubblica illuminazione, quest'ultimo è stato rimosso in fase di ripristino del marciapiede
Di chi è la colpa? Della ditta di manutenzione o dell'amministrazione Coletta, che non è riuscita nemmeno a controllare il più semplice dei lavori pubblici? Sarà mia premura verificare con gli uffici cosa sia accaduto, mentre per il momento registriamo l'ennesimo disservizio a danno dei cittadini. Invece di adoperarsi per l'abbattimento delle barriere architettoniche, questa amministrazione (per ora a bagnomaria in attesa della decisione del Consiglio di Stato) ne costruisce di nuove».