Ha avuto un iter lungo e difficoltoso il regolamento per l'esecuzione di lavori di scavo e ripristino nelle aree pubbliche o di uso pubblico, approvato con la Delibera di Consiglio Comunale nr. 76/2021, e sul quale nella scorsa consiliatura, la prima targata Coletta, si battè molto per una sua corretta compilazione Salvatore Antoci. Oggi a denunciare il fatto che non venga quasi sistematicamente non rispettato sono gli ex consiglieri del Comune Roberto Belvisi e Alessio Pagliari, esponenti della Lega e rispettivamente ex presidenti della commissione Lavori pubblici e Sicurezza.
La mancata attuazione del regolamento scavi e ripristini mette in evidenza più che mai come la sciatteria e lo scarso controllo di una amministrazione possano incidere sulla qualità della vita dei cittadini, sul decoro e anche sulle casse comunali. I lavori per la posa della fibra ottica o per lavori di manutenzione del servizio idrico portano a smantellare l'asfalto e a lasciare spesso toppe indecorose disseminate per la città, come sta accadendo in questi giorni anche in pieno centro.
«Sono numerosi i cantieri stradali che ogni giorno vediamo in prima persona o segnalati dai cittadini - spiegano Roberto Belvisi e Alessio Pagliari, chiusi senza che nessuno passi a verificare se i lavori di ripristino siano stati effettuati nel rispetto del regolamento comunale. Quest'ultimo, nell'allegato schema grafico, prevede infatti due tipi di ripristini principali per scavi longitudinali: per carreggiate fino a 4 metri, va ripristinato tutto il manto stradale; mentre per carreggiate oltre i 4 metri, va ripristinato il manto stradale fino alla linea di mezzeria. In quasi nessun caso che abbiamo riscontrato, dai lavori di manutenzione delle aziende del servizio idrico, piuttosto che della posa in fibra ottica, o altri interventi ordinari o straordinari, il rispetto di quanto previsto dal regolamento». Mesi fa il consigliere comunale Emilio Ranieri nell'ottica della rigenerazione stradale, aveva spiegato che il regolamento degli scavi e dei ripristini andava implementato: «Con questo regolamento - aveva spiegato - è possibile controllare le società dei pubblici servizi che tra fibra, energia elettrica gas ed acqua continuano ad effettuare almeno 1200 interventi l'anno.
Su questo punto è necessario dotarsi di software per la georeferenziazione degli interventi, in questo modo sarà possibile controllare i lavori effettuati anche a distanza di tempo dal primo intervento». Ma ad oggi, sembra la musica resti la stessa e ci siano pochi controlli sul corretto ripristino dello stato dei luoghi dopo questi interventi.
«Nei prossimi giorni – concludono Belvisi e Pagliari - abbiamo intenzione di incontrare il Commissario Prefettizio per un confronto sulle tematiche e indirizzi trattati nelle commissioni da noi presiedute, ed anche per chiedere maggiore attenzione al ripristino della pavimentazione stradale, che è importante sia per il decoro urbano sia per la sicurezza stradale».