Dalla contestazione del pagamento del "contributo di mantenimento" al tentativo di considerare scaduta la sepoltura delle salme di deceduti dal febbraio 1976 al novembre 1991. Sono ancora tante i punti oscuri nei rapporti tra Comune e Ipogeo e tra Ipogeo e cittadini ai quali anche la seconda consiliatura Coletta non è riuscita a dare risposte. Per questa ragione Codici Latina, sta cercando di sollevare l'interesse del Commissario Straordinario al Comune di Latina, dott. Carmine Valente, per verificare se quanto richiesto dal gestore del cimitero urbano sia in linea con norme e regolamenti.


Uno dei punti da chiarire sono le richieste di pagamento delle fatture per le spese di mantenimento del cimitero pervenute ai cittadini negli ultimi mesi. Le note, inviate da Ipogeo ai cittadini chiedono di regolarizzare in alcuni casi 8 annualità, dal 2014 al 2021, in altri cinque dal 2016 al 2021 della famosa ‘tassa sul morto' come è stata ribbatezzata negli anni ovvero «il canone annuo di mantenimento del cimitero - così come è scritto nelle note - da applicare ad ogni posto salma assegnato indipendentemente dall'utilizzo». Gli avvisi di pagamento, 15 euro per ogni annualità che vanno da un minimo di 130 euro a un massimo di 300 a seconda di quante sepolture si ha intestate, sono vere e proprie diffide ad adempiere e formale costituzione in mora intimano di pagare entro 15 giorni altrimenti il gestore agirà per la riscossione coattiva. Il Comune non si è espresso in merito alle prime richieste di chiarimenti e articoli di stampa facendo chiarezza (quando ancora non era decaduta l'amministrazione a seguito della sentenza del Tar). Oggi l'intenzione di Antonio Bottoni, responsabile locale dell'Associazione di tutela dei diritti dei cittadini, è quella di far esaminare e di riesaminare l'intera questione, facendola uscire dall'ambito politico, con tutte le sue potenziali criticità, per farla entrare in quello squisitamente tecnico-giuridico ed amministrativo. Per questo motivo, Codici ha inviato già due lettere a Valente, per spiegare, pur se solo sommariamente, la vicenda che si sta trascinando da sin troppo tempo, ma che per la sua intrinseca capacità di confliggere con quelli che si ritengono essere i diritti dei concessionari delle sepolture, rischia di coinvolgere in possibili contenziosi molte migliaia di famiglie latinensi, persino con negativi riflessi sull'ordine pubblico. Sul contributo di mantenimento, Ipogeo è stata destinataria di una diffida a non richiederlo da parte del Comune, che lo ha visto vittorioso, insieme a 4 Associazioni dei Consumatori, tra cui Codici ed Asso Cons Italia prima dinanzi al TAR e poi al Consiglio di Stato.

Ora invece, sembra che non sia accaduto nulla, persino dovendo assistere al silenzio del Comune, anche se in presenza di numerose segnalazioni delle rinnovate richieste di pagamento da parte di Ipogeo. La seconda questione, il tentativo di considerare scaduta la sepoltura delle salme di deceduti dal febbraio 1976 al novembre 199, ha costretto Codici e moltissimi cittadini a presentare ricorso al TAR Lazio per far esprimere l'Organo giurisdizionale su quella che si ritiene la corretta durata della sepoltura, cioè novantanove anni invece dei pretesi trenta. Per poter meglio illustrare la questione, Codici ha chiesto e sollecitato al Commissario Straordinario un incontro, per far sì che sia lui ad interessarsene in maniera tecnica, evitando che su di essa si debba tornare a parlare dopo l'insediamento del prossimo Consiglio.