Galeotto fu il mutuo con la banca, anche questa volta. Nel provvedimenti che dichiara il fallimento della Slm spa, emesso dal Tribunale di Latina, si evince come il nodo insuperabile è stato proprio lo stato di insolvenza della società legato alla impossibilità «ad onorare il mutuo ipotecario contratto con il Monte dei Paschi di Siena, le cui rate sono insolute sin dal 2011 e dalla presenza di procedura esecutiva immobiliare nei confronti della stessa, oltre che dagli squilibri finanziari evidenti nei bilanci allegati all'istanza di autofallimento».

E' stato infatti il liquidatore Alessandro D'Erme a portare il libri contabili in Tribunale e dall'esame dei giudici si è rilevato che «l'insufficienza dell'attivo a soddisfare tutti i creditori emerge dalla stessa situazione economica e patrimoniale aggiornata prodotta dalla società debitrice». E' stata intanto fissata per il prossimo primo dicembre l'adunanza in cui si procederà all'esame dello stato passivo, alla presenza dei curatori, Gianfranco Arpea e Francesco Mercuri. La sentenza, come per legge, è stata trasmessa alla Procura per la verifica su eventuali responsabilità penali personali nel fallimento della partecipata del Comune, la terza in ordine temporale a finire in questo modo.

La prima fu la Latina Ambiente, che si occupava del servizio rifiuti, la seconda è stata la Terme di Fogliano spa. Dunque dagli atti si sa che la Slm a partire dal 2011 ha smesso di pagare il mutuo acceso presso Monte Paschi e per gli undici anni successivi nessuno si è davvero preoccupato di quelle rate. In questi giorni seguiti al fallimento, a firma del giudice Tiziana Tinessa, ci sono state poche reazioni, tutte comprensibilmente dai toni bassi perché la Slm è una «colpa» che pesa su molti ed è già diventata un pessimo biglietto da visita per l'Europa, allorquando questo territorio dovesse riuscire a presentare un altro faraonico progetto come quello del centro di interscambio nel trasporto merci su cui è nato il progetto del centro a Latina Scalo e della società (la Slm appunto) che doveva farlo funzionare. C'è un consigliere comunale che insiste nel voler salvare ciò che resta di quel centro. E' Enzo De Amicis, eletto lo scorso anno con Partito Democratico.

«Sappiamo che su Slm e centro intermodale sono stati commessi così tanti errori che risulta difficile contarli tutti. Ora però io mi appello alla parte economica sana di questa città, spero che una cordata di imprese interessate alle potenzialità di quel centro logistico possa presentarsi all'incanto di settembre e comprare all'asta l'immobile, che, lo ricordiamo, può ancora beneficiare dell'accordo siglato con Ferrovie dello Stato per realizzare un breve braccio di collegamento dal centro alla linea ferroviaria, il che è la chiave di volta vera del funzionamento della struttura ed è un servizio più che mai utile alla nostra economia», dice De Amicis. Nel prossimo incanto il sito dell'ex zuccherificio trasformato in centro intermodale con l'equivalente di 13 milioni di euro verrà proposto per la vendita a 3,6 milioni.