Alla riapertura degli asili nido comunali, prevista per il prossimo 8 settembre, le famiglie dei bambini ammessi all'asilo Nido Babylandia di via Bachelet e quelli già frequentanti l'anno scorso, avranno una sorpresa: non troveranno più il personale educativo comunale in quanto, l'ente sta effettuando in questi giorni la procedura di esternalizzazione, affidando la gestione ad una cooperativa. Questo tipo di procedura non convince la Uil Fpl Latina che entra a gamba tesa su questa delicata vicenda attaccando il Comune di Latina. La Uil in una nota firmata dal segretario territoriale Ida De Masi e dal referente Ottavio Mariottini spiega che sin dal 14 luglio scorso, non appena pubblicati gli atti dirigenziali propedeutici alla procedura di esternalizzazione, avevano avviato una serrata contestazione parlando di una attività basata su atti illegittimi. Hanno eccepito tutte le criticità degli atti amministrativi propedeutici, rilevandone le illegittimità, i vizi formali e la carenza di reali motivazioni, chiedendone la revoca. Contestata anche la delibera di Giunta n. 93/2022 perché secondo il sindacato non riportava un indirizzo chiaro ed inequivocabile che l'ente voleva procedere ad una esternalizzazione, prevedendo meramente il potenziamento del sistema educativo con l'attivazione di nuovi servizi, con l'apertura di nuovi centri e di servizi anche domiciliari. Per il sindacato la Giunta Comunale non è organo competente a deliberare l'affidamento di attività all'esterno, scelta esclusivamenta riservata al Consiglio Comunale.

La UIL FPL ha inoltre dato formale mandato all'Avvocato per chiedere anche la revoca della Delibera del Commissario Prefettizio, assunta con i poteri del Consiglio Comunale n. 30 del 11 agosto 2022, con la quale si procede alla ratifica di questa delibera di Giunta n. 93/2022. Altra contestazione è sui tempi perché la ratifica va fatta entro il termine perentorio di 60 giorni, a pena di decadenza dell'atto mentre «il Commissario ha proceduto alla ratifica dopo 106 giorni dall'adozione della Delibera. «Le norme vigenti del TUEL quindi non conferiscono alcuna efficacia alla ratifica del Commissario, che peraltro a parere di scrive, avrebbe dovuto nel suo incarico tecnico, attenersi solo a scelte che non vincolino in modo così preponderante in termini non solo economici ma anche sociali, l'Ente». «Altro elemento fortemente contestato, di non secondaria importanza - scrive Ida De Masi - è il disconoscimento del ruolo sindacale, essendo stati violati gli obblighi di informazione e consultazione previste dalle norme di legge e contrattuali vigenti ed in particolar modo per la mancata tutela del personale in servizio attualmente dipendente dell'ente con la qualifica di educatrice.

Infine, volendo dar voce anche alla piccolissima utenza del servizio, non può sottacersi che la procedura di gara non prevede contratti di lavoro a 36 ore settimanali, per tutto l'anno, necessarie per le attività formative ed integrative, previste espressamente dal contratto nazionale degli enti locali al fine di garantire un servizio di qualità, ma di sole 30 ore e per sole 42 settimane l'anno. Questo a discapito del servizio stesso, con costi aggiuntivi esorbitanti! La cosa grave è che i i bambini che hanno frequentato l'asilo l'anno scorso, non troveranno più l'educatrice di riferimento (non vi sarà la continuità educativo/didattica) e questo senza che i loro genitori siano stati avvisati prima di effettuare la domanda di iscrizione al nuovo anno scolastico». Il sindacato ha scritto a tutti gli enti preposti, non avendo ancora ricevuto risposta e ha dato mandato al proprio legale per interessare tutti gli organi competenti affinché si faccia chiarezza su tutta la vicenda.