Un'altra area verde di Terracina sale alla ribalta delle cronache. Dopo la chiusura del Parco della Rimembranza per il rischio crolli, anche il Parco Area Ghezzi sta per subire una "trasformazione" che però nessuno vuole: l'espianto di 11 piante - specie Canfora e Grevillea Robusta - di particolare pregio paesaggistico e naturalistico, perfettamente inserite nel panorama cittadino e che forniscono ombra e riparo a cittadini e turisti soprattutto durante la calura estiva. Alberi che vennero piantati nel dicembre 2018 dall'allora gestore del verde urbano, di concerto con l'Amministrazione comunale, per sostituire quelli caduti a causa dell'uragano del 29 ottobre.


L'ordinanza dirigenziale emessa ieri dal Settore Polizia Locale e Protezione civile e viabilità, in cui si dispone la rimozione delle piante tra il 9 e l'11 settembre con tanto di divieto di sosta imposto nell'area di parcheggio di via Leopardi per consentire proprio il lavoro dei mezzi di "asportazione", ha fatto esplodere in città la veemente protesta di associazioni, partiti e cittadini, a cominciare dai fruitori più assidui dell'area verde, che hanno di fatto formato un fronte unico per bloccare quello che definiscono «un grave danno per la collettività» e che ora sono pronti a presidiare il parco per non consentire i lavori.
Ieri il Circolo Legambiente Terracina Pisco-Montano ha inviato una lettera esposto al Commissario prefettizio perché indaghi «sulle motivazioni che hanno portato l'Amministrazione a questa grave decisione - si legge -, anche alla luce del fatto che non sappiamo se sono previste contestuali ripiantumazioni di alberature di paragonabile grandezza e funzionalità. Inoltre, appellandoci alla legge nazionale 10/2013 "Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani" e in particolare all'articolo 7, comma 4, che specifica che gli abbattimenti, le modifiche della chioma e dell'apparato radicale devono essere effettuati per casi motivati e improcrastinabili, dietro specifica autorizzazione comunale (anche paesaggistica) e previo parere obbligatorio e vincolante del Corpo forestale dello Stato, chiediamo di verificare la presenza e la validità delle autorizzazioni rilasciate dal Comune e visionare gli allegati con le relazioni tecniche in merito alle avvenute manutenzioni periodiche, eventuali patologie riscontrate o criticità statiche rilevate. In particolare - aggiunge Legambiente - chiediamo di verificare se gli esemplari da espiantare siano stati oggetto di valide analisi per verificarne l'eventuale pericolosità per la pubblica incolumità».
C'è anche chi, come Arcangelo Palmacci di "Azione", chiederà di poter visionare l'atto formale che ha portato ad autorizzare l'espianto, visto che alla base della discutibile decisione ci sarebbe un mancato pagamento della stessa Amministrazione comunale alla ditta che piantumò gli alberi. La stessa che, ironia della sorte, ha ancora l'affidamento della manutenzione del verde pubblico.