Una campanella che suona su tante incertezze ma anche su una comunità che resiste di famiglie, studenti, docenti, dirigenti scolastici e personale Ata in mezzo a burocrazia, carenze economiche, strutture inadeguate. Ieri, tra luci e ombre, è ripartito il terzo anno scolastico dell'era Covid senza restrizioni e senza mascherine seppur tenendo alta l'attenzione, ma con l'amara sorpresa di ancora tante cattedre da assegnare e con le procedure delle nomine da graduatorie provinciali ancora a rilento. Per questo motivo molti dirigenti scolastici sono stati sono costretti a programmare un orario ridotto. Non solo, la causa della lentezza con la quale si sta procedendo alle nomine, solo ieri è partito un nuovo turno di assegnazioni tramite algoritmo che era atteso da più di una settimana, è da ricercare in alcuni errori nell'assegnazione degli incarichi sia di ruolo che precari. Il problema è sempre l'algoritmo alla base del programma ministeriale utilizzato per assegnare gli incarichi (e che ha sostituito le nomine in presenza) che invece di smaltire il lavoro degli uffici preposti lo fa diventare più difficile. Alcuni docenti vengono nominati per la stessa cattedra, per altri lo scorrimento delle graduatorie in base ai punteggi è fatto in maniera errata, altri invece contestano che ad ogni nuova convocazione si riparta dal punto in cui si era fermato l'algoritmo alla precedente convocazione con il risultato che docenti che hanno ottenuto un punteggio superiore rispetto ad altri colleghi vengono scavalcati e non ottengono la nomina. Un vero caos foriero di ricorsi e ulteriori rallentamenti. E più volte denunciato dai sindacati.