Sul piano industriale di Abc la politica locale avrebbe dovuto avere qualche perplessità quando gli uffici del settore bilancio e ambiente hanno rimesso mano al documento inviato da Contarina che era molto più esoso rispetto a quello alla fine approvato dal Consiglio comunale. Costava di più, quel piano, ma forse avrebbe davvero garantito gli obiettivi. Ma l'amministrazione non poteva permetterselo, perché non avrebbe rispettato l'equilibrio con il precedente impegno di spesa, ossia quello per l'esternalizzazione. Quando s'è deciso di cambiare rotta bisognava dimostrare che la nuova strada fosse economicamente più vantaggiosa, oltre che efficace.

Ma è chiaro che, taglia lì e risparmia là, il rischio di fare un pasticcio diventa reale. In queste ore, dopo gli allarmi sollevati dal commissario prefettizio, tornano a farsi sentire gli esponenti del centrodestra. Ieri è stata la volta di Latina nel Cuoore. «Ci era stato comunicato a più riprese che per coprire l'intera città sarebbero state sufficienti poco meno di 200 unità di personale, mentre la realtà dei fatti racconta di recenti assunzioni che hanno fatto raggiungere quota 230 – senza contare che manca ancora un'area che comprende circa 40.000 cittadini e per la quale serviranno probabilmente almeno altri 30 operatori; per non parlare poi dei costi, dato che il PEF di ABC (27 milioni di euro) risulta quasi il doppio di quello di Latina Ambiente (16 milioni di euro) a fronte di numerosi servizi offerti in meno. E non finisce qui: l'ultima perla del piano industriale riguarda l'acquisto di cassonetti per le grandi utenze, i quali hanno misure che non sono compatibili con gli automezzi già in dotazione ad ABC –acquistati con il famoso mutuo da 12 milioni di euro – e per i quali si è reso necessario procurarsene dei nuovi attraverso il noleggio, con conseguente aggravio di spesa che ricade come sempre sulle tasche dei cittadini. Ribadiamo la nostra proposta di rimodulazione del piano industriale sulle reali esigenze della città, ma per fare ciò serve un forte segnale di discontinuità che può arrivare solo tramite le dimissioni del Consiglio di amministrazione. La gestione scellerata di una società fortissimamente voluta dal sindaco, risultata inadeguata e oggi principale motivo del possibile dissesto finanziario comunale – il Commissario Prefettizio, infatti, ha da poco dovuto adottare con urgenza una variazione di bilancio da 1,8 milioni per maggiori conferimenti di rifiuti indifferenziati all'impianto di trattamento di Rida Ambiente –, dovrebbe essere sufficiente a sfiduciarlo: come è stato possibile sbagliare tanto grossolanamente i calcoli sui quantitativi di materiale indifferenziato che la città avrebbe prodotto nell'anno 2022? E pensare che Abc doveva essere il fiore all'occhiello dell'amministrazione Coletta, del quale il primo cittadino si vantava con diversi sindaci di altre città! Ci sentiamo di dare un consiglio a questi ultimi: è conveniente cambiare al più presto rotta, se non volete portare le vostre amministrazioni al dissesto finanziario».