In Comune a Latina c'è un ufficio diritto allo studio. Già questo dovrebbe significare un'attenzione particolare alla completa accessibilità dei luoghi e delle opportunità da parte di tutti. Questo però non è avvenuto con l'inizio della scuola perché 35 famiglie sono ancora in attesa che il servizio di trasporto degli alunni disabili a Latina parta regolarmente. I genitori, che avevano lamentato di non aver ricevuto alcuna comunicazione di ritardo di partenza  del servizio, attuato puntualmente gli altri anni, si trovano a fronteggiare un disagio notevole con difficoltà organizzative che pesano soprattutto sulle coppie di genitori entrambi lavoratori.

Tutto questo nonostante le domande di iscrizione al servizio di trasporto scolastico per gli alunni disabili residenti nel Comune di Latina per l'anno scolastico 2022/2023 siano state fatte e recepite dal Comune nel mese di maggio 2022 e sempre a maggio sia stata approvare la graduatoria dei beneficiari del servizio presso l'Ufficio Diritto allo studio del Comune di Latina. Le famiglie tramite un'associazione hanno sollecitato alla risoluzione del problema già lo scorso 22 settembre e l'ex sindaco Coletta, che in quei giorni era ancora in carica, ha preso l'impegno di trovare i fondi necessari per far partire il prima possibile il servizio. Ed era stato anche uno dei punti che aveva elencato nella diretta social prima della sfiducia per spiegare quante impellenze ci siano da seguire in città. «Ho scongiurato che venga interrotto il servizio di trasporto disabili» - aveva detto. Oggi le famiglie aspettano l'ok definitivo del Commissario che dovrà gestire la vicenda, e del Dirigente del Servizio Trasporti Daniela Prandi. Una vicenda di cui si è interessato anche l'ex consigliere comunale dell'Udc Antonio Costanzi che vuole seguire l'iter e il corretto adempimento di questo servizio ma le altre tematiche legate all'accessibilità e ai diritti delle persone con handicap vigilando sull'attuazione del Peba, il piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche. «Nulla faceva presagire tale ritardo – spiegano le famiglie - e, quindi, si può immaginare lo sconforto e la rabbia seguiti alla notizia del clamoroso ritardo». Certo si può dire che l'aumento del costo delle materie prime, le difficoltà economiche conseguenti all'aumento dei prezzi e alla crescente inflazione, le inalterate risorse economiche erogate ai comuni per tali servizi, abbiano prodotto i ritardi determinati dai nuovi calcoli che gli uffici hanno dovuto effettuare alla luce delle attuali disposizioni. «Tutto questo è oggettivo – spiegano ancora - senz'altro, ma niente affatto rispondente ai bisogni speciali dei ragazzi interessati! Significa che in una crisi economica come quella che stiamo attraversando i primi diritti ad essere negati sono quelli dei più fragili, delle persone che non hanno risorse familiari, sociali ed economiche con le quali possano sopperire alle difficoltà che di volta in volta si presentano. Alle volte si fa fatica a calarsi nella quotidianità della vita che queste famiglie devono affrontare: accompagnare a scuola un ragazzo con sindrome del neuro sviluppo, che non sa comunicare, non esprime le proprie paure e desideri, non risponde ai comandi più semplici (aspetta, dammi la mano, fai in fretta, non attraversare la strada) che ha bisogno di routine, di consuetudini per non essere preda del panico! Ci chiediamo cosa significhi per quel genitore farsi a piedi qualche chilometro col figlio che scappa da tutte le parti?». Ecco è ora di rispettare questi diritti a un trasporto sicuro e a uno studio senza intoppi. Una problematica che, siamo certi, sarà subito affrontata nei prossimi giorni.