Il sindaco Antonio Terra dichiara guerra ai dipendenti "fannulloni" del Comune di Aprilia e delle aziende partecipate (Multiservizi e Progetto Ambiente) annunciando che: «i lavoratori che non vogliono apprendere devono essere cacciati».  Parole utilizzate nel corso del Consiglio comunale di lunedì che ha approvato il bilancio 2021 dell'Asam. Un consuntivo chiuso con un utile d'esercizio di oltre 450 mila euro, che mostra come l'opera di risanamento dell'azienda municipalizzata (in liquidazione dal 2017) sia ormai praticamente completata. Un aspetto sottolineato anche dal primo cittadino, che nel suo intervento ha evidenziato le difficoltà incontrate dalla maggioranza civica per ripianare l'enorme debito della Multiservizi (oltre 15 milioni di euro) e la necessità di non invertire la rotta, ricadendo negli errori del passato. «Spero che la prossima amministrazione terrà presente il lavoro immane che è stato compiuto in questi anni, me lo auguro - afferma il sindaco Antonio Terra - perché nelle pubbliche amministrazioni bastano 6 mesi per buttare tutto l'aria e ciò va assolutamente evitato. Alcuni consiglieri comunali che sono intervenuti prima di me durante la seduta hanno parlato dell'importanza della formazione, ma noi nella pubblica amministrazione abbiamo due livelli di formazione: chi vuole apprendere e chi non vuole apprendere. E quelli che non vogliono apprendere devono essere cacciati. Spero dunque che i prossimi amministratori imposteranno le vicende in questo modo».
Un intervento che certamente susciterà reazioni ma che mostra come il sindaco di Aprilia abbia scelto la linea dell'intransigenza nei confronti dei lavoratori "fannulloni", un termine entrato nel vocabolario della politica italiana nel 2008 con la riforma della pubblica amministrazione voluta dall'allora ministro Renato Brunetta. «Riguardo alla Multiservizi in questi ultimi 13 anni abbiamo fatto un lavoro immane per sanare tutta una serie di pendenze, di questioni indecorose. In questi anni - continua Terra - di vicende normali ne abbiamo affrontate poche e tutti hanno fatto la loro parte per riassestare l'azienda. Non è stato facile invertire la rotta, anche perché le situazioni erano talmente incancrenite che hanno avuto bisogno di tempo per essere risolte. E tra l'altro durante questo periodo la Corte dei Conti, in maniera irrituale, ci ha imposto di attivare una serie di azioni nei confronti degli ex amministratori dell'Asam. Abbiamo dovuto intentare una causa civile nei confronti di alcuni di loro, anche verso alcune persone che a mio avviso non c'entravano niente».