Era stata una delle questioni messe in cima alla lista delle priorità nelle prime dichiarazioni pubbliche dal commissario Carmine Valente dopo l'insediamento in Comune: il campo Al Karama e l'emergenza profughi ad esso correlato dopo il rogo del luglio scorso che lo ha distrutto sono una priorità da affrontare per diverse ragioni, non ultima il pressing della provincia. Le famiglie di Al Karama che furono evacuate dopo l'incendio sono sistemate su un'area di circa 1600 metri quadrati all'interno della Rossi Sud, in uno spazio destinato ad un soggetto privato che dovrebbe stipulare con la Provincia un accordo finalizzato ad aprire lì un incubatore d'impresa. Alla luce anche di questo, l'ente di via Costa aveva inviato una lettera con cui chiedeva formalmente al Comune di liberare quegli spazi occupati lamentando che l'amministrazione non aveva comunicato soluzioni alternative per ospitare i nuclei familiari presenti all'interno della struttura.

La situazione sta comportando un notevole impegno per gli uffici provinciali, in funzione anche delle diverse problematiche esistenti in ordine al controllo ed alla gestione degli ospiti della struttura e che sono state rappresentate nell'ambito delle due riunioni istituzionali svolte sul tema presso la Prefettura. Ma il commissario su questo fronte e per le competenze in suo potere sta accelerano tutti i passaggi necessari per riqualificare il campo nomadi. L'ultimo atto che ha firmato è la delibera commissariale di giunta del 5 ottobre di approvazione del progetto di fattibilità economica per la riqualificazione del campo di Al Karama a Borgo Bainsizza dando seguito al Protocollo d'intesa tra l'Amministrazione Comunale, la Prefettura di Latina e la Regione Lazio del luglio 2020. Si tratta dell'atto a cui ora l'amministrazione deve dare seguito e che prevede la rimodulazione del progetto di completamento del campo alloggiativo temporaneo, la voltura a proprio carico delle utenze relative alla fornitura di energia elettrica, e, una volta effettuata la bonifica dell'area ad opera della Regione Lazio, il completamento della realizzazione del nuovo campo alloggiativo temporaneo con adeguati moduli abitativi e relativi servizi. Su questa strada il Comune si era mosso già nel primo incarico pro tempore di Valente con lo stanziamento dal bilancio comunale della cifra di 650mila euro per l'acquisto dei nuovi moduli abitativi.

Attualmente nel capannone dell'ex Rossi Sud ci sono circa una novantina di persone evacuate, di cui 28 bambini, in tutto 18 nuclei familiari sistemati in uno spazio con brandine e servizi provvisori, perché non solo buona parte delle vecchie casuopole sono state distrutte, ma tutto il campo di Borgo Bainsizza è stato dichiarato inagibile a causa della presenza di materiali altamente inquinanti che richiedono un lavoro di bonifica e monitoraggio dell'intera area. Una situazione non più sostenibile per tempi ancora lunghi e alla quale mettere mano con urgenza. Per questo nell'atto commissariale si procederà con urgenza all'acquisizione del rilievo delle opere esistenti, alla redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica di adeguamento e completamento del computo metrico estimativo, elenco prezzi e quadro economico» in riferimento all'intervento di riqualificazione. Un progetto che non può più aspettare e che ammonta ad un importo di 624.798,26 euro finanziato con fondi del Ministero dell'Interno.