La produzione di rifiuto indifferenziato nel Comune di Latina continua ad essere il tallone d'Achille per una città che è ancora a metà strada tra il vecchio servizio con i cassonetti e quello nuovo del porta a porta gestito da Abc e attivato con ritardi e intoppi un anno e mezzo fa. Il disagio dell'accumulo di rifiuti non differenziati che si traduce in costi maggiori per il Comune e che la città vede ogni giorno, con continui accumuli di sacchetti intorno ai cassonetti, è oggi certificato da un nuovo atto del servizio Ambiente firmato dal dirigente Egidio Santamaria: la determina prevede un ulteriore impegno di spesa oltre i soldi già previsti con la variazione di bilancio approvata dal commissario a settembre che porta le spese extra rispetto alle previsioni del Pef e del piano industriale alla somma di 1.423.783 euro. Di questi circa 1,2 milioni sono per «l'intervenuta necessità di conferire presso l'impianto della Rida Ambiente Srl una quantità di rifiuti indifferenziati superiore rispetto a quella stimata precedentemente, nel corso della predisposizione degli atti di impegno riferiti al contratto in essere».

Si trattava della produzione extra di circa 10mila tonnellate di rifiuti indifferenziati in più da conferire nell'impianto di Rida Ambiente, le cui cause sono di certo da attribuire a un complesso di fattori legati ad una sbagliata gestione del porta a porta nei quartieri più popolosi, e che sono state il punto di partenza di considerazioni durissime da parte del dirigente del settore Ambiente di Piazza del Popolo nel verbale del controllo analogo di fine agosto. Santamaria aveva messo in fila, in occasione di quell'iter previsto dalla normativa, tutti i rischi, strutturali ed economici che correva il Comune con i livelli di differenziata al 38%, dal non ottenimento della Bandiera Blu alla non osservanza del piano regionale del Lazio osservando «il mancato risparmio del conferimento dell'indifferenziato sia dal punto di vista quantitativo che economico si verificherebbe in contrasto al piano industriale e agli accordi contrattuali sottoscritti». Un dato tecnico difficilmente confutabile che ha spinto anche il commissario Valente nelle occasioni pubbliche con la stampa a parlare di Abc e della gestione dei rifiuti nel capoluogo come di una priorità ineludibile. Con questa ulteriore determina che quantifica un impegno di spesa aggiuntivo a carico del Bilancio comunale, si fa riferimento anche ad una nota trasmessa da Abc che stabilisce il quantitativo totale stimato dei rifiuti indifferenziati prodotti per l'anno 2022 da conferire a Rida Ambiente pari a 34.800 tonnellate.

L'atto richiama poi anche una deliberazione di giunta regionale del 14/06/2022 con la quale si prevede un ulteriore costo, pari al 5% della tariffa di conferimento rapportata alla quantità di rifiuti conferiti all'impianto di trattamento per il trasporto fuori ATO degli scarti di lavorazione degli stessi: il tutto si traduce in un costo extra da poco più di 300mila euro. Alla resa dei conti sulla base del quantitativo di indifferenziato stimato, la spesa complessiva per il conferimento dei rifiuti presso Rida nel 2022 ammonta a 5.786,544,00 euro, una cifra che si discosta dai 4,5 milioni di euro che erano previsti dal contratto firmato a gennaio 2022. E' evidente che di fronte a numeri di questo tipo e all'andamento della raccolta differenziata, il Comune dovrebeb chiedere conto di un cambio di passo ai vertici della società, di cui la politica di centrodestra ha invocato spesso le dimissioni. Utilizzare i soldi di bilancio per sanare i conti dell'azienda speciale potrebbe diventare un'azione improduttiva e sempre più rischiosa, una eventualità su cui anche il prossimo sindaco dovrà riflettere.