Le tute blu esistono e lottano per avere un contratto dignitoso. E' uno sciopero vecchio stile quello in corso da due giorni presso la piattaforma logistica di Acqua&Sapone ad Aprilia, perché «vecchie» sono le istanze e riguardano il salario, troppo basso, da sei euro all'ora. Si va avanti ad oltranza fino a domani, incluso oggi che è domenica e forse l'azienda chiederà a qualcuno di entrare per non restare indietro con la catena che si occupa dello smistamento per il gruppo. Circa 180 persone bloccano le linee da venerdì, ossia da quando è terminata l'assemblea nella quale è stata bocciata la proposta di procedere ad un nuovo appalto del centro «Logistics Bridge» di Aprilia mantenendo ferma la retribuzione, di sei euro l'ora, appunto. Un giro nel piazzale in cui è in corso lo sciopero rende bene l'idea di quali siano le reali condizioni dei dipendenti addetti alla logistica, che già lo scorso anno avevano denunciato una serie di anomalie nella gestione dei turni e nell'applicazione del contratto.


«Allo sciopero ha aderito quasi il 90% dei dipendenti - dice Vincenzo Quaranta della Usb - ed è la prova di uno scontro inevitabile, di condizioni non accettabili. Come sindacato abbiamo chiarito che i titolari della piattaforma possono, naturalmente, cambiare la gestione in appalto ma non si può continuare con questa corsa al ribasso sulla pelle dei lavoratori. Siamo qui da venerdì e domani mattina alle 5.30 saremo di nuovo davanti ai cancelli per far comprendere a tutti che questi lavoratori non sono fantasmi, automi utili solo a mandare avanti un ingranaggio, bensì si tratta di persone che hanno una famiglia, mutui da pagare, bollette». E' uno sciopero lungo e coincidente con quella che viene considerata la fase iniziale della stagione cruciale delle vendite, quindi con un massiccio impegno sullo smistamento delle merci. La piattaforma di Aprilia è una delle più importanti su tutto il territorio provinciale, una quota consistente di lavoratori è composto da donne. Il rapporto tra dipendenti e azienda non è stato mai idilliaco, sempre a causa dei ritmi e delle condizioni di lavoro oltre che per la retribuzione oraria. Lo scorso anno c'era stato un braccio di ferro tesisissimo al termine del quale furono licenziati dieci lavoratori, proprio in quanto avevano aderito allo sciopero. Provvedimento poi considerato illegittimo ma intanto il mese scorso è arrivato anche un secondo verdetto di condanna dei vertici dell'azienda per violazione dell'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, ossia per comportamento antisindacale. Non è un buon viatico nella trattativa che in qualche modo le parti continuano a ricercare e che potrà riprendere solo dopo la fine dell'astensione, cioè martedì, anche se al momento secondo la Usb, che ha indetto la protesta, non ci sono i presupposti per sedersi attorno ad un tavolo poiché resta bloccata la parte salariale.