L'aumento dei costi energetici, le maggiori spese ad esso legate anche per altre utenze, stanno mettendo in grave difficoltà le casse della Provincia di Latina. L'allarme è arrivato proprio in questi giorni sul tavolo del presidente Gerardo Stefanelli.

Gli uffici di via Costa stanno infatti elaborando i documenti economici per la stesura del bilancio di previsione 2023 e i numeri che sono usciti fuori hanno fatto traballare i funzionari. Sia chiaro, la situazione non è drammatica, ma difficile sì. L'ente deve recuperare risorse laddove possibile e in particolare con altri enti pubblici e società. Secondo i documenti in mano agli uffici di via Costa l'importo maggiore da pretendere è quello legato ai canoni concessori che Acqualatina paga ai comuni e che la Provincia incassa. Parliamo di cifre che si aggirano attorno ai 15 o 16 milioni di euro.


Una vicenda particolare, quella dei canoni concessori. Anni fa Acqualatina ottenne che la Provincia accendesse un mutuo per ricapitalizzare le quote dei comuni all'interno della spa. In questi anni le rate di quel mutuo sono state pagare appunto dall'ente di via Costa, con un esborso di non poco rilievo. Acqualatina avrebbe dovuto rimborsare quelle cifre attraverso il pagamento dei canoni concessori, cosa che però non avviene con puntualità. Un argomento su cui, in passato, molto s'è discusso durante le assemblee dei sindaci dell'Ato4. Ma diciamo che la situazione attuale non si era mai presentata per la Provincia. Che adesso, però, ha bisogno di luquidità. E ne ha bisogno subito. Per questo ora spetta al presidente della Provincia muoversi. Stefanelli ha ricevuto nei giorni scorsi le sollecitazioni da parte degli uffici ed è probabile che nelle prossime ore prenda contatti con la società che gestisce il servizio idrico per chiedere che vengano pagate all'amministrazione provinciale i soldi arretrati dei canoni concessori. Tutti o in parte, la Provincia ha bisogno di quelle risorse e non può più aspettare.