Il primo campanello di allarme è scattato quando l'Anci (l'Associazione nazionale dei Comuni italiani) ha messo a disposizione di tutti gli enti aderenti una mail dedicata per segnalare i ritardi nel completamento delle procedure del Pnrr. Lì si è compreso che la macchina che deve spendere i soldi del Piano nazionale di ripresa e resilienza dopo la batosta dovuta al covid non è pronta. E gli indizi, adesso, sono davvero tantissimi. Una corsa affannosa a cercare figure professionali in grado di redigere i progetti, seguirli, modularli sulla base dei parametri richiesti è una fatica che tante amministrazioni locali non possono permettersi. Emblematico quello che sta accadendo nel sud della provincia di Latina, dove un nutrito gruppo di Comuni sta assumendo un project manager che segua le procedure del Pnrr affiancato da altri operatori già in pianta organica. In via generale un decreto legge di fine settembre, che contiene misure sui costi dell'energia, contempla la possibilità di procedere con assunzioni a tempo determinato nei Comuni destinate proprio a seguire i progetti del Pnrr.

Cosa si sta programmando con questi soldi? Al momento esiste una nebulosa complessa nella quale le singole amministrazioni hanno messo di tutto. Insomma si tenta di far rientrare sotto l'ombrello del Pnrr tutto ciò che non si è riusciti a fare negli anni passati, dall'efficientamento energetico di cinema, teatri, piccoli musei sparsi qui e lì per la provincia, fino alla valorizzazione di parchi pubblici per arrivare a rendere "più attrattivi" i borghi, ossia facendovi arrivare una buona copertura di rete che, la pandemia lo ha insegnato, può spostare popolazione e lavoratori in luoghi desertificati dalla migrazione per motivi di lavoro. Nella pianta organica dei Comuni, soprattutto quelli molto piccoli ma non solo, mancano figure professionali in grado di seguire le pratiche del Pnrr ed è un gap dovuto a diverse ragioni. Si va dall'età anagrafica troppo alta per avere buone motivazioni, alla scarsa preparazione specifica sulle procedure da seguire, infatti tutta la formazione espletata in questi anni non ha prodotto figure idonee ed è il segno che qualcosa non ha funzionato nemmeno nei corsi di formazione e riqualificazione avviati dagli enti locali. Il fronte politico delle amministrazioni locali preme per avere dei rinvii sui termini da seguire e questo è per il momento l'unico dato certo. A latere si snodano pure altre preoccupazioni, contenute nella miriade di protocolli stilati dalle amministrazioni locali con Guardia di Finanza e altre forze di polizia per una stretta nei controlli sugli appalti, che sono il terminale ultimo per i soldi stanziati dal Pnrr. Qualunque svista nella spesa finanziaria può vanificare ogni progetto. Ciò che colpisce in molte realtà della provincia di Latina è che per anni e anni si sono sentite proteste, lamentele, annunci critici per la carenza di finanziamenti per cultura, sport, ambiente, infrastrutture, servizi. Anni nei quali le amministrazioni locali hanno detto di essere pronte a fare grandi cose se solo fossero stati stanziati i soldi necessari. Adesso quei soldi tanto attesi e ivocati ci sono e si scopre che mancano esperienza, preparazione, personale per poterli spendere. Sembra una beffa, invece è la realtà di queste settimane.