I cittadini di Terracina non hanno preso di buon grado la mancata processione di quest'anno per la festa in onore di San Cesareo. L'assenza del tradizionale rito, infatti, avrebbe pesato così tanto che ora, un gruppo di residenti, si è riunito in un comitato, denominato "Pro San Cesareo".
Ad istituire il circolo sono stati il Lions Club locale, l'associazione Arcipelago e l'Asi, ente di promozione sportiva e sociale. Una decisione che, stando alle parole delle associazioni, è maturata proprio di fronte alla festa del Santo Patrono della città, «ancora una volta disertata dalle istituzioni e dalla gran parte delle associazioni».

Ma non finisce qui: «Sabato sera, in occasione della mancata processione, abbiamo avuto la conferma che questo evento dovrà essere supportato dalla comunità terracinese - dice Luca Brusca, presidente del Lions club Terracina ed ex presidente della Pro loco locale - Vorremmo riportare ai fasti di un tempo il rito religioso e culturale di un tempo e non vedere la festa seguita dalla cittadinanza solo sotto l'aspetto commerciale, visto che la fiera ha sempre fatto registrare una grande partecipazione». E mentre si attende la costituzione effettiva del comitato, per il quale lo stesso Brusca annuncerà la sua candidatura a presidente, a Terracina si apre effettivamente un dibattito sulla cura con cui vengono organizzate determinate ricorrenze e tradizioni a discapito di altre. Stando a quanto emerso, la decisione di cambiare il programma della festa in onore di San Cesareo sarebbe arrivata direttamente dal Vescovo Mariano Crociata e condivisa dal nuovo parroco Don Giuseppe Fantozzi (che è succeduto a Don Peppino Mustacchio). Alla base della scelta, che non è stata annunciata ufficialmente ma solo comunicata in via discrezionale dal parroco a diversi fedeli, ci sarebbero due motivazioni "pesanti": la scarsa partecipazione della cittadinanza al rito e l'aumento dei casi legati al Covid. Essendo la prima, tra queste due cause, quella che ha suscitato più scalpore, ecco lo sfogo del comitato: le feste patronali non possono essere organizzate solamente in base al loro aspetto "commerciale", ossia del numero di partecipanti che decidono di essere presenti.