Non serve certo una classifica a definire la vivibilità e la qualità della vita che i cittadini già percepiscono e misurano nella quotidianità e nei disagi provocati dalle emergenze croniche, tra smog, traffico e rifiuti prodotti. Sicuramente però dati come quelli emersi dall'ultimo rapporto di Legambiente "Ecosistema urbano 2022" danno la prova tangibile e numerica, indicatore per indicatore, che più in basso di così non si può andare e che serve un cambio di passo per un capoluogo come Latina, che viaggia su livelli di mediocrità da troppo tempo. Nell'indagine annuale realizzata con il contributo scientifico di Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 ore che analizza la qualità e le performance ambientali dei comuni, Latina riesce a fare peggio dello scorso anno piazzandosi al 102esimo posto su 105 capoluoghi e perdendo altre due posizioni rispetto all'anno precedente con un punteggio di 33,8%, tra i più bassi d'Italia in tema di politiche sostenibili e qualità dell'ambiente e della vivibilità.

Latina è davanti solo ad Alessandria, Palermo e Catania mentre prima di sé vede tutto lo Stivale con standard superiori per qualità dell'aria, ozono, PM10, infrastrutture per ciclabilità, consumi idrici, tasso di motorizzazione, vittime della strada, offerta di trasporto pubblico locale. I parametri che determinano la classifica delle performance ambientali dei Comuni di Ecosistema Urbano 2022 di Legambiente in tutto sono 18 e prevedono l'assegnazione di un punteggio massimo teorico di 100 punti, costruito caso per caso sulla base di obiettivi di sostenibilità. I punteggi assegnati per ciascun indicatore identificano il tasso di sostenibilità della città reale rispetto a una città ideale (non troppo utopica visto che esiste almeno un capoluogo che raggiunge il massimo dei punti assegnabili per ognuno degli indici considerati). La media del punteggio dei capoluoghi sale appena e si attesta a 53,41%, ad un passo da quella dello scorso anno (53,05%) e Latina si ferma appunto a un deludente 33, 8% venti punti percentuali sotto la media. La città delude per qualità dell'aria, dispersione idrica, aumento di rifiuti prodotti e non differenziati, mobilità poco alternativa e assenza di aree verdi. Più nel dettaglio vedendo i singoli indicatori si misura la complessità di un quadro generale aggravato da politiche inadeguate soprattutto sul fronte del settore Ambiente, che è quello sotto la lente dell'analisi. A Latina il consumo di acqua potabile per uso domestico è ancora alto: 129,7 litri per abitante al giorno, mentre sul fronte della dispersione della rete la differenza % tra acqua immessa e consumata per usi civili a Latina è 65,1%, la popolazione residente servita da rete fognaria è il 72,5%.

E' sui rifiuti che c'è da impallidire: su 539 chili di rifiuti prodotti all'anno ad abitante solo il 34,1% vengano differenziati sul totale, e su questo fronte peggio di Latina ottengono solo Foggia, Catania, Crotone e Palermo. Per dare un'idea di come il capoluogo sia la cenerentola del Lazio e non solo d'Italia su questo tema, che dovrebbe invece viaggiare su efficienza e produttività con l'Azienda Abc in sella da 5 anni, sono i dati delle altre province: Viterbo è al 57,3 di rifiuti differenziati, Frosinone al 67,5%, Roma al 45,4%, Rieti al 54,8%. Anche sul trasporto pubblico i dati non sono incoraggianti con 5 viaggi all'anno per abitante (Roma 341, Rieti 13, Viterbo 12, Frosinone 9) e pure il tasso di motorizzazione, dato storico da sempre tra i più alti a Latina, resta in pole position: 71 auto ogni cento abitanti mentre l'incidentalità resta contenuta ma comunque incisiva: 5,6 morti e feriti ogni mille abitanti. Per una città che non viaggia in buone acque arrivano notizie migliori, però, dalla provincia. Dall'ultimo e recentissimo rapporto sulla Qualità della Vita in Italia, (che comprende indicatori come affari e lavoro; ambiente; istruzione e formazione; reddito e ricchezza; sicurezza sociale; tempo libero), realizzato da ItaliaOggi con l'Università La Sapienza di Roma, Latina risale dall'82esimo posto al 76esimo posto e si piazza al quarto posto tra le province del Lazio. Un quadro più confortante appena ci si sposta dal dettaglio della città all'area vasta provinciale, anche questo un dato su cui riflettere.