E' un braccio di ferro a bassa intensità ma costante quello in essere tra il Comune di Latina e la Nuoto 2000, che fa registrare l'ennesima puntata. La società ha da pochi giorni rinunciato alla citazione per danni depositata davanti al Tribunale contro l'ente di piazza del Popolo. Una scelta legata, probabilmente, al fatto che sull'area di via dei Mille insiste uno dei progetti approvati nell'ambito del Pnrr e dunque il contenzioso con uno dei gestori degli impianti sarebbe poco compatibile con la progressione effettiva dell'intervento. Sembra finire così una delle fasi più dure nel rapporto tra l'amministrazione comunale e la società che dal 2009 ha avuto in concessione trentennale la piscina pubblica con progetto di finanza.

Nella delibera varata dal commissario con i poteri della Giunta e con la quale si recepisce il dietro front giudiziario di Nuoto 2000 si ricordano i motivi del contenzioso: «... la Nuoto 2000 ha spiegato ricorso ai sensi dell'art. 702bis avanti al Tribunale Civile di Latina chiedendo di accertare e dichiarare l'inadempimento del Comune di Latina rispetto ad una serie di opere di manutenzione straordinaria, assertivamente riferibili all'Amministrazione; nello specifico, la società ha richiesto di accertare e dichiarare l'inadempimento dell'Ente rispetto agli obblighi convenzionali sottoscritti in punto di esecuzione di opere di manutenzione straordinaria sull'impianto della piscina scoperta». D'altro canto, in atti, il Comune risulta essersi difeso sostenendo che era la Nuoto 2000 ad aver contribuito all'ammaloramento della struttura e che i danni contestati derivavano dalla mancata manutenzione ordinaria della stressa struttura. In altri termini una guerra giudiziaria giocata in punta di contratto, quello della convenzione, che già di suo conteneva molte anomalie, come, solo per fare un esempio, la responsabilità del pagamento delle bollette per i servizi essenziali (acqua, luce, gas). La storia sembrava destinata a durare per molti anni. Invece a sbloccare il tutto (forse) ci si è messa la pianificazione del Pnrr che prevede in quella parte della città interventi di recupero urbano, di quelli che si fanno su aree degradate. E quella di via dei Mille a suo modo lo è. Sia come sia la società ha notificato alla contorparte (il Comune) di voler rinunciare al procedimento. cosa succede adesso? L'ente è sollevato dalla possibilità di dover pagare per i danni alla struttura provocati dal contestato gap sulla manutenzione straordinaria. Ma per altro verso non ci sarà accertamento sulle eventuali responsabilità della società privata per l'impatto della contestata assenza di manutenzione ordinaria. Insomma una sorta di pareggio che, a questo punto, non chiarirà mai più chi delle due parti doveva davvero provvedere a tenere nelle migliori condizioni possibili la piscina comunale pubblica.