E' una lunga storia infinita costellata di recriminazioni e contenziosi giudiziari che vanno avanti da almeno 4 anni quella tra Atral, il gestore del trasporto pubblico locale a Latina che è stato in sella fino al giugno 2018 e Comune di Latina, e di cui ancora l'amministrazione è costretta a pagare alcuni strascichi. Nei giorni scorsi il Commissario straordinario Carmine Valente ha approvato una delibera, con i poteri del Consiglio comunale, con cui riconosce un debito fuori bilancio nei confronti di Atral per 263.783 euro. Tutto nasce da una determina comunale, disposta nel 2012, con cui venne calcolato il conguaglio per il 2011.

Un conguaglio che, successivamente, fu rideterminato nel 2017, sulla base delle verifiche contabili effettuate. A settembre 2018 con Decreto Ingiuntivo la sezione civile del tribunale di Latina in accoglimento della domanda di Atral scrl, ha intimato al Comune di Latina di pagare alla Società l'importo di 263.782,85 con una decisione alla quale il Comune di Latina proponeva opposizione ma che è diventata definitiva ed esecutiva. Nell'atto approvato dal commissario si precisa che il Comune di Latina si adegua meramente a quanto deciso dal tribunale riferendosi a quanto ha precisato la Corte dei Conti – Sezione Regionale di controllo per l'Emilia Romagna, con Deliberazione n.11/2006 sul fatto che «il riconoscimento del debito, con la procedura prevista dall'art. 194 del TUEL, è un adempimento obbligatorio e non può esser lasciato alla valutazione degli amministratori o dei funzionari; nel caso della sentenza esecutiva nessun margine di apprezzamento discrezionale è lasciato al Consiglio comunale, il quale con la deliberazione di riconoscimento del debito fuori bilancio esercita una mera funzione ricognitiva, non potendo in ogni caso impedire il pagamento del relativo debito».

Insomma l'ente di Piazza del Popolo dovrà procedere a favore della società che ha gestito il servizio di gestione del Trasporto Pubblico Locale al Comune di Latina per tredici anni, prima per cinque anni secondo il contratto, ovvero fino al 2010, e poi con proroghe continue che sono state accese dalle amministrazioni di centrodestra fino al 2018, quando l'amministrazione di Lbc ha indetto una gara europea per individuare il nuovo gestore, tutt'ora in carica.

Già un anno fa l'amministrazione di Piazza del Popolo aveva incassato un altro pronunciamento negativo, quasi 600mila euro relativa ad altre inadempienze economiche nel rispetto del contratto contestate dall'ex gestore del Tpl al Comune, in particolare relative al mancato pagamento di somme dovute a titolo di conguaglio per il tpl relativo all'anno 2016.

Pendenza su pendenza la vicenda della gestione del trasporto pubblico locale, finito in mezzo a dieci contenziosi e richieste milionarie tra Comune e Atral, è di quelle che fanno riflettere sul fatto che negli enti locali, con il turn over degli uffici e gli avvicendamenti della politica, si lascino decantare amnesie amministrative, mancate responsabilità e vere e proprie omissioni che finiscono per prestare il fianco alle pretese dei privati e per danneggiare solo l'utente finale. In questo caso il cittadino.