Caro bollette intollerabile per le aziende: Impresa, l'Associazione Nazionale di categoria dell'Industria e delle Piccole e Medie Imprese, che raggruppa aziende operanti in molti e differenti settori, scende in campo e scrive al ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone a nome del presidente  Giampaolo Olivetti  e del Direttore Generale Saverio Motolese. 

"L'Associazione Impresa ha promosso un'indagine denominata "bollettaImpresaImpossibile" somministrando ai propri associati un questionario per comprendere il quoziente differenziale nell'aumento dei costi per l'energia elettrica, derivante dai recenti incrementi, ormai evidenziati a livello Nazionale da molte attività che stanno entrando in crisi non solo per il pagamento, ma anche per talune richieste di garanzie presentate dai gestori.

Il questionario somministrato ai propri associati da IMPRESA domandava di conoscere la differenza di costi tra due bollette del medesimo periodo, luglio e agosto, a distanza di dodici mesi, nel 2021 e nel 2022. Gli aumenti registrati sono spesso superiori al 200% e in alcuni casi anche superiori al 250%, relativamente sia al costo totale delle fatture di fornitura di energia elettrica, sia per quanto concerne il costo al kwh richiesto dai gestori.

Dalle risposte ottenute dai propri associati, è emerso un quadro preoccupante, come evidenziato dai dati numerici. A mero titolo di esempio, Le riportiamo dei dati relativi ad alcune delle imprese nostre associate:

Per la ditta Ansa Compositi srl del settore plastico, la bolletta è passata in un anno da 54.444€ a 189.975€ a fronte di un aumento di consumo di 11.000kwh, da 319.664kwh a 330.664kwh, denotando un rincaro di 135.531€, pari al 248,94% in più: il costo a kwh è aumentato da 0,1703€ a 0,5745€, con un incremento del 237,35%.

Per la ditta Hs Hospital Service spa che produce dispositivi medici, la bolletta è passata 15.562€ a 55.944€, a fronte di un aumento nel consumo di soli 3.500kwh, da 76.205kwh a 79.755kwh: un rincaro in bolletta pari al 259,49%; in questo caso, l'aumento del costo per kwh è passato in dodici mesi da 0,2042€ a 0,7014€, pari a un rincaro del 243,49%.

Per la Imballaggi D'Aniello srl, che si occupa della realizzazione di imballaggi nel settore ortofrutticolo per frutta e verdura, l'aumento è stato esponenziale, a fronte addirittura di una riduzione del consumo: la ditta è passata da una bolletta di 84.271€ del bimestre luglio-agosto 2021 a una di 287.991€ del corrispondente bimestre del 2022, nonostante un minor consumo: dai 543.231kwh di un anno fa ai 508.125kwh del 2022.
Si parla in questo caso di un rincaro di 203.720€, pari al 241,74%, mentre, per il costo al kwh, questo è passato da 0,1577€ a 0,5668€, con una variazione percentuale del 259,31%.
Questi esposti sopra sono soltanto alcuni esempi tratti dai dati comunicatici dai nostri associati tramite il questionario che abbiamo loro somministrato. Si sta quindi delineando una situazione che non temiamo di giungere a definire drammatica, oltre che certificata dai numeri delle bollette giunte alle imprese nostre associate.

Ill.mo Sig. Ministro, oggi il costo energetico è la prima urgenza delle imprese: un costo che sta erodendo non solo i ricavi ma anche lo stesso conto economico delle aziende, alcune delle quali sono state costrette a ridurre parte della produzione, a non accettare nuove commesse, per non produrre maggiori costi che non sarebbe, paradossalmente, in grado di coprire con il fatturato da queste derivanti. Altre aziende hanno iniziato purtroppo a licenziare, ad utilizzare ammortizzatori sociali e fare ricorso alla cassa integrazione nei confronti dei propri dipendenti.
Emerge quindi in maniera pressante e urgente la necessità di provvedimenti reali, concreti, immediati per sostenere l'imprenditoria di fronte a questi rincari.

Tra questi, riteniamo che debbano figurare, ai primi posti:
Un impianto di incentivi alla fornitura di energia elettrica
Credito di imposta per superare la crisi
Politiche di riduzione dei costi dell'energia per la riduzione delle bollette o forme di restituzione delle spese agli imprenditori.

Si presenta poi un ulteriore problema: quanti avevano infatti contratti energetici con un tasso fisso hanno subito in misura minore l'impatto degli incrementi dei costi. Ma i contratti scadono, e i fornitori di energia elettrica hanno iniziato a proporre alle aziende non più tassi fissi, bensì variabili, con tassi più elevati, richiedendo inoltre fidejussioni bancarie, del valore anche di 250.000€, con una chiara intenzione di eliminare parte della clientela. Riteniamo quindi urgente anche un confronto con gli stessi fornitori per affrontare questa ulteriore questione, a fronte anche della constatazione che il consumo delle imprese dovrebbe rappresentare un valore per i gestori.

Infine, il tema della transizione ecologica. Diverse aziende hanno installato pannelli fotovoltaici per la produzione interna di energia, permettendo una riduzione della dipendenza dal proprio fornitore energetico e consentendo parimenti una riduzione dei costi delle bollette grazie a una minore quantità di energia acquistata. Le aziende hanno quindi necessità di poter fare affidamento, per la realizzazione di questi impianti, su finanziamenti, incentivi, crediti di imposta, estensione di liberi ammortamenti finalizzati allo scopo, considerando che un investimento ordinario per la produzione di 1mwh è nell'ordine degli 800.000€.
In sintesi, sussiste la necessità da un lato di aiuti immediati per contrastare, riducendolo in misura importante, il rincaro dei costi energetici, dall'altro di un impulso all'installazione di sistemi di produzione energetica da fonti rinnovabili realizzabili nell'ambito delle imprese stesse.

Le segnaliamo inoltre l'esigenza di sburocratizzare il più possibile le pratiche per l'attivazione di impianti fotovoltaici già installati; solo per farle un esempio, capita frequentemente che le aziende sono costrette ad attendere mesi per l'allaccio dell'impianto alla rete da parte dei gestori di energia e questo ritardo rischia di vanificare l'ingente investimento economico delle aziende interessate.

Ill.mo Sig. Ministro, quanto sopra è il quadro attuale delle esigenze delle imprese, in un momento in cui si è creata quella che si potrebbe definire una "tempesta perfetta" per il quadro economico in generale e la produttività delle imprese in particolare. Al Governo tutto, le imprese richiedono immediatezza e concretezza nelle risposte, prima che la situazione assuma una curva di discesa non più recuperabile, che inevitabilmente condurrebbe alla chiusura, con inimmaginabili conseguenze anche dal punto di vista occupazionale.

Nel ringraziarLa per l'attenzione che vorrà porre alla situazione e nel confermare la disponibilità a un confronto, restiamo in attesa di una sollecita risposta".