I lavoratori dell'Aprilia Multiservizi aderenti alla Fp Cisl protestano contro la mancata applicazione del contratto decentrato. Ieri mattina in piazza Mostardas, davanti alla sede dell'azienda speciale del Comune di Aprilia, si è svolta l'assemblea pubblica proclamata per contestare la mancata applicazione dell'accordo quadro di secondo livello, un'intesa decentrata che il personale dell'Asam attende da 20 anni e che in tutto questo tempo la dirigenza non è mai riuscita a riconoscere, malgrado i rilievi del Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef) seguiti all'ispezione del 2017 e l'ultimo bilancio aziendale chiuso con un attivo di oltre 300 mila euro. Una situazione inaccettabile per i dipendenti, che più di tutti hanno "pagato" gli errori del passato e che oggi rivendicano diritti che nella stragrande totalità delle aziende speciali sono la normalità.
Nei giorni scorsi c'è stata un'apertura dell'Asam e del Comune di Aprilia, che hanno convocato per il 2 dicembre una delegazione trattante per iniziare a impostare l'intesa. Perciò il collegio dei liquidatori nelle ore precedenti al sit-in ha scritto al sindacato per chiedere lo spostamento dell'assemblea al pomeriggio per: «garantire la continuità delle prestazioni indispensabili» e la «disponibilità a lasciare almeno due risorse disponibili a copertura del servizio di guardiania/custodia per la fascia oraria». Alla richiesta di spostamento di orario è arrivato un rifiuto garbato ma deciso del segretario provinciale della Fp Cisl Raffaele Paciocca, che nella lettera di risposta ha impostato un intervento teso al dialogo. «Cercheremo - ha scritto - di contemperare le istanze dell'azienda facendo leva sul senso di responsabilità dei dipendenti, lasciando almeno due risorse disponibile a copertura del servizio di guardiania».
Questa decisione, unita alla scelta delle altre sigle sindacali di non aderire alla protesta, ha visto scendere in piazza Mostardas solo un gruppo di lavoratori, che nell'assemblea pubblica hanno discusso del loro futuro e di quello dell'Asam. «L'anno finanziario sta terminando e c'è bisogno di chiudere un accordo sul decentrato, perché i dipendenti della Multiservizi lo reclamano da 20 anni. C'è bisogno - spiega Raffaele Paciocca - di dare dignità retributiva e professionale a queste figure, perché senza una valorizzazione e un rilancio dei lavoratori, senza avanzamento di carriera professionale, dopo 20 anni può venir meno la spinta motivazionale. Tutto ciò senza contare che molte figure lavorano da anni con un contratto part-time, dunque rischiano di andare in pensione con un livello basso di contributi. Con il decentrato sarà possibile liquidare l'indennità di rischio e la turnazione, indennità che attualmente rischiano di non essere pagate o di essere liquidate in maniera arbitraria. Ma soprattutto il contratto integrativo è un investimento per i servizi da offrire alla città».