L'amministrazione comunale tra sorrisi, ricordi e tanta emozione conferisce al cittadinanza onoraria a Don Antonio Muraro, storico parroco della chiesa di San Michele. Ieri in aula consiliare si è svolta la cerimonia terminata con la firma dell'atto, alla presenza del vescovo di Albano Monsignor Vincenzo Viva, del sindaco Antonio Terra, di don Franco Marando ma soprattutto di tantissimi cittadini, venuto a tributare un omaggio al sacerdote nato a Veggiano, tornato nella città dove per 43 anni ha fornito un contributo all'aggregazione giovanile, culturale, sportiva e ricreativa. Don Antonio, classe 1936, non è stato infatti un semplice parroco ma ha allevato generazioni di giovani partendo dalle attività dell'oratorio. E si deve a lui la fondazione del Centro Sportivo Primavera, quella piscina e quel campo da calcio che sono cresciuti insieme alla città diventando un punto di riferimento per lo sport del territorio. «Si diventa cittadini onorari soprattutto - ha detto il sindaco Terra - per il rapporto che si crea con la città. Don Antonio ha speso la sua vita al servizio della comunità, diventando un punto di riferimento costante, soprattutto per i giovani, accompagnando la città nella sua crescita». Parole condivise dal vescovo Vincenzo Viva. «In questo primo anno nella diocesi di Albano ho compreso quanto bene hanno fatto i preti veneti - ha detto - negli anni di sviluppo della nostra nazione accanto alla popolazione, oltre a comunicare la missione liturgica sono stati pastori che hanno accompagnato la crescita. Auguri di cuore a Don Antonio».
Sentiti, emozionati e ricchi di aneddoti gli interventi dei consiglieri: dal presidente Pasquale De Maio ad Alessandra Lombardi, da Domenico Vulcano e Vincenzo La Pegna, fino ad arrivare a Vittorio Marchitti che a nome di Forum per Aprilia ha presentato la richiesta di cittadinanza. «Oggi è un giorno di gioia, l'emozione è forte perché ci sono un mare di ricordi. Sei stato - ha detto Marchitti - una forza della natura, un educatore, un padre, posso ricordare il campeggio a Campo Staffi dove a ognuno di noi assegnavi un compito, i rimbrotti singolari e a volte severi, quel pallone che non riuscivamo mai a toglierti dai piedi, le serate a mercante in fiera, i tornei in cui non mancavi mai di inserire il Varese o il Padova, il tuo mitico Ducato...»
Mentre Don Antonio, che dal 2010 è parroco a San Giovanni del Tempio per la diocesi di Vittorio Veneto, ha ringraziato tutti. «Non so davvero se mi merito un riconoscimento così importante. E' chiaro però che l'impegno ad Aprilia è stata la mia vita, la mia missione era dare un sostegno spirituale e morale a quei ragazzi che mi passavano davanti. Guardando indietro - ha detto - il mio approccio con i giovani è sempre stato lo sport. Per iniziare un discorso chiedevo sempre: "Che squadra tifi?" E se non avessi fatto il prete avrei fatto il calciatore, perché da ragazzo mi aveva cercato di Bari. In quegli anni tante persone mi hanno dato un mano, voglio dunque estendere questa cittadinanza onoraria a tutto il gruppo di parroci con il quale ho lavorato qui tanti anni. Ora sono in una parrocchia in provincia di Pordenone dove mi trovo bene, ma non c'è il calore di Aprilia».
Oggi alle 18.00 nella chiesa di San Michele Arcangelo Don Antonio Muraro celebrerà la messa, un momento nel quale potrà ricongiungersi con la comunità di Aprilia.