Il Comune di Priverno, che detiene una quota pari al 3,97% del capitale sociale della Compagnia dei Lepini, per un equivalente nominale di circa 10 mila euro, con il voto della maggioranza ha dato il via libera alla proposta avanzata dallo stesso sodalizio per la trasformazione della stessa da Società Consortile per Azioni quale è ora, a Fondazione Partecipata. La votazione, come sottolineato dall'assessore Tobia Tommasi, è espressione chiara di un indirizzo politico già espresso dall'Amministrazione. È stato lo stesso sindaco Anna Maria Bilancia a sottolineare in seguito quanto sia stato positivo l'apporto della Compagnia sul territorio in circa 20 anni di attività. La trasformazione permetterebbe di aggirare i paletti imposti dalla riforma Madia che ha imposto agli enti locali, così come ha ribadito dalla Corte dei Conti nei mesi scorsi, gli stessi enti pubblici sono altrimenti obbligati a dismettere le quote societarie entro il 31 dicembre 2021 (data poi prorogata). L'articolo 24 del Testo Unico delle società private ha previsto infatti, nel 2017, per una serie di partecipazioni societarie pubbliche, non in linea con i parametri di efficienza, l'obbligo di alienazione delle quote da parte delle Amministrazioni proprietarie. La Compagnia dei Lepini, è uno di quegli enti non in linea con questi parametri di efficienza. Nei mesi scorsi, il comune di Priverno, come quasi tutti gli altri enti pubblici partecipanti in quota al sodalizio con sede a Sezze, ha mosso il passo formale della dismissione delle quote senza però trovare soggetti pronti a rilevarle. Alla scelta si è opposto il gruppo di minoranza. Dopo che Ernesto Desideri ha ricordato la via suggerita davanti ad un notaio e le perdite sistematico registrate ogni anno dalla Compagnia, nell'ordine di più di 200 mila euro, Antonio Di Giorgio, capogruppo di Agenda che per disfarsi della compagnia aveva proposto ai soci di recarsi dal Notaio a firmare la messa in liquidazione dell'ente, ha argomentato: "Per noi i processi decisionali devono essere governati direttamente dai comuni, senza avvalersi di involucri apparentemente ricchi di idee e risorse condivise ma nella sostanza vuoti. Il riferimento è diretto alla Compagnia dei Lepini. Ll'unica strada da iniziare a percorrere per questi territori è quella della Unione dei comuni ma per voi invece i comuni possono essere ridotti a meri soci, spesso minoritari, come avviene negli enti di partecipazione pubblica o nelle società partecipate nelle quali volete continuare a tenere il Comune di Priverno. Per voi il miglior strumento che abbiamo a disposizione è questa società, che nasce nel 2002 come una società pubblica, poi trasformata in Società Consortile per Azioni a partecipazione obbligatoria ed ora da trasformare in una Fondazione di partecipazione. Mi chiedo se abbiate mai messo in discussione il lavoro di questa società: se quest'ultima avesse operato meritoriamente in questi anni, non presenterebbe dei parametri per i quali è intervenuta una legge dello Stato che obbliga la cessazione della società stessa".