Il Garante per la protezione dei dati personali ha comminato una sanzione amministrativa di 5 mila euro al Comune di Cisterna poiché responsabile della divulgazione di dati sensibili e personali. Questo è quanto emerge dal provvedimento firmato lo scorso 10 novembre dal presidente Pasquale Stanzione e che l'Amministrazione comunale ha deciso di pagare in forma ridotta prelevando la cifra di 2500 euro dal fondo spese potenziali, come si evince dalla delibera di giunta approvata lo scorso martedì e che riporta all'interno la nota protocollata ventiquattro ore prima del segretario generale dell'Ente che richiede il finanziamento della spesa (con determina del 30 novembre, ndr), in considerazione del provvedimento adottato dal Garante, in merito alle violazioni degli articoli 5, 12, e 37 del Regolamento sulla privacy. Ma questa storia potrebbe non finire con il pagamento della sanzione amministrativa.
Riavvolgendo il nastro, tutto inizia circa un anno e mezzo fa, a seguito di due reclami presentati all'Autorità, quando dei cittadini residenti a Cisterna venivano a conoscenza della divulgazione impropria dei dati loro personali, scaturita dopo una richiesta di accesso agli atti. Di conseguenza, gli stessi reclamanti hanno provato a chiedere all'Ente comunale i motivi dell'errore commesso senza però ricevere alcun riscontro. Così dopo il reiterato silenzio i cittadini hanno intrapreso la strada dell'Autorità Garante. Il presidente dopo aver raccolto le istanze dei reclamanti e le memorie degli uffici comunali si è espresso in modo chiaro, rilevando la responsabilità del Comune di Cisterna tanto da sanzionarlo. La multa potrebbe non essere l'ultimo capitolo di questa vicenda: non si escludere infatti, che gli stessi soggetti lesi dal Comune di Cisterna, possano informare la competente Procura regionale della Corte dei Conti in caso di eventuale responsabilità dei funzionari sulle violazioni contestate dal Garante, visto che la sanzione sarà saldata con il prelievo dal fondo delle spese potenziali.
L'istruttoria inoltre ha fatto emergere che in quel periodo il Comune era sprovvisto del Responsabile della protezione dei dati (RPD) a seguito delle dimissioni della figura in carica. Un "buco" durato dal 6 aprile 2021 fino al gennaio 2022.