La strategia della Regione Lazio in materia di rifiuti, e più specificamente riguardo alla individuazione dei siti in cui installare gli impianti necessari all'autonomia gestionale dei neonati Egato il cui compito primo è quello di chiudere entro il loro perimetro territoriale il ciclo integrato dei rifiuti, è sempre stata un rebus di difficile soluzione, ma alla vigilia della campagna elettorale regionale la questione si è andata ulteriormente complicando. Prendiamo il caso della provincia di Latina.

Il Piano regionale dei rifiuti è pronto da anni, e il corrispettivo Piano provinciale anche; malgrado ciò, non si muove niente.

Poco meno di due anni fa la Regione scriveva alla Provincia intimando di individuare al più presto il sito che avrebbe dovuto ospitare la discarica presso cui conferire i residui di lavorazione del Tmb che viene effettuato da Rida Ambiente di Aprilia.

Le riunioni con i sindaci pontini non hanno portato ad alcun risultato e dopo un paio di ultimatum dell'assessore regionale all'Ambiente, la Regione ha incaricato un Commissario ad acta di fornire le indicazioni sui siti idonei ad ospitare la discarica. Illuminato Bonsignore ha individuato tre siti, due ad Aprilia e uno a Cisterna, e il suo provvedimento è stato impugnato da entrambi i Comuni interessati.

Mentre si è in attesa dell'esito dei ricorsi, la Regione scrive alla Provincia chiedendo che venga attestato che sul territorio provinciale non ci sono siti immediatamente utilizzabili per ospitare la discarica. Una richiesta irrituale, che sa un po' di trappola per poter cavalcare l'onda dell'emergenza, e la Provincia replica che sono in corso le procedure Vas sui siti indicati dal Commissario ad acta. Da Roma tornano a scrivere, stavolta per suggerire alla Provincia che essendo in corso la Vas su alcuni siti, ed essendo pervenuta alla stessa Regione una proposta dalla società Frales relativamente a un sito in località Sant'Apollonia ad Aprilia, sarebbe stato utile estendere la Vas anche a quel sito.

In via Costa sono rimasti di stucco, ma starebbero adoperandosi per trovare comunque la risposta, che più o meno dovrebbe essere la seguente: la Provincia non può sottoporre a Vas un sito piovuto dal cielo, tantomeno quello di Sant'Apollonia attualmente in fase di caratterizzazione (come il sito di Paguro in via Savuto, sempre ad Aprilia), perché altrimenti dovrebbe farlo anche per altri che si sono già proposti, a cominciare da Indeco a Borgo Montello, e che per essere ancora più puntuali avrebbero allora dovuto fare un avviso pubblico rivolto a tutti coloro che hanno un sito idoneo da offrire per una discarica.
La domanda a questo punto è d'obbligo: se la Regione ha incaricato un Commissario che ha individuato tre siti, sui quali è in cosa la Valutazione Ambientale Strategica, che senso ha aggiungere carne al fuoco coinvolgendo la Provincia, che peraltro non ha poteri in materia di individuazione di siti per i rifiuti?
Il grande equivoco di questa modalità di azione sta nel fatto che debbono essere i privati, e non la parte pubblica, a chiedere l'autorizzazione alla Regione per la realizzazione di impianti utili alla gestione dei rifiuti, e deve essere la Regione, all'esito dei necessari adempimenti, a stabilire se il tale sito proposto sia idoneo per realizzare un determinato tipo di impianto, discarica compresa, o meno. L'unica alternativa a questo tipo di iter, è che i Comuni di un territorio, d'ora in poi gli Egato, decidano di dotarsi di impianti pubblici anzichè avvalersi del servizio di privati.

Ma attualmente non siamo in questa fase, e dunque è la Regione che non decide, o meglio non vuole decidere, o forse addirittura sta cercando di creare le condizioni per arrivare ad una decisione d'imperio sapendo già, forse da tempo, quale dovrà essere.

E poi, a monte, c'è una questione dirimente: il Piano provinciale dei rifiuti, regolarmente approvato, è vigente oppure è carta straccia? Se è un Piano coerente e in linea con le indicazioni del Piano regionale, stando ai criteri individuati, il sito più idoneo per ospitare una discarica, per la posizione baricentrica rispetto al territorio pontino, per la vocazione industriale dell'area e per la distanza dai centri abitati, è indiscutibilmente il comprensorio indsutriale di Mazzocchio, tra Pontinia e Terracina. Ma questo sembra sfuggire a tutti, commissari ad acta compresi. Chissà come mai?

E si continua a straparlare di Borgo Montello, di Aprilia e adesso perfino di Cisterna.

E se proprio vogliamo dirci come andrà a finire, e indovinare prima dell'ufficialità dove si troverà il sito più idoneo per la discarica della provincia di Latina, lo faremo il giorno stesso in cui verrà nominato il Presidente del primo Egato 4 della storia dei rifiuti di questa provincia, perché dagli accordi per raggiungere la maggioranza necessaria per imporre il nome del Presidente, capiremo agevolmente dove verrà realizzata la discarica.