Riaperto nel 2016, dopo sei anni, il ponte di via Fontana Canarelle a Priverno, al confine con Roccasecca dei Volsci, in località Fornace, è già ridotto in condizioni di avanzato deterioramento. A segnalarlo sono alcuni residenti della zona e molti automobilisti che vi passano quotidianamente. Ogni giorno infatti, centinaia e centinaia, ma anche migliaia di veicoli, compresi camion anche pesanti, transitano in quel tratto di strada e sul ponte che permette alla strada di attraversare il sottostante fiume Amaseno su quello che è il collegamento tra la Strada Provinciale Marittima II e la Strada Statale 699 Prossedi Terracina, meglio conosciuta Frosinone Mare. Proprio quello è infatti lo svincolo preferito, per chi è diretto a Frosinone e viene da Pontinia o da Sabaudia, camion compresi, per immettersi sulla strada che poi li porta sulla SS 156 dei Monti Lepini e da lì al casello autostradale. Come detto, numerose segnalazioni, comprovate da foto, evidenziano come il ponte, in corrispondenza dei giunti tecnici, si sia danneggiato; tanto che, probabilmente a causa di assestamenti vari di un terreno caratterizzato al di sotto dalla presenza di acqua (vedasi lo stesso fiume), si sono creati dei salti pericolosi, tanto da compromettere la stabilità dei mezzi in transito anche perché si tratta di svincoli che spesso rimangono al buio, aumentando di notte il rischio. Gli stessi residenti che lanciano la segnalazione, chiedono quindi anche dei controlli sulla struttura, da parte dell'Ente gestore onde programmare degli interventi di messa in sicurezza prima che si verifichi qualcosa di grave. Non è la prima volta che l'infrastruttura metta in mostra dei cedimenti. Già nel 2012 il ponte era rimasto chiuso per quasi quattro anni nonostante il pressing politico da parte dei sindaci di Priverno e di Roccasecca dei Volsci, affinché venissero accelerati i lavori iniziati nel 2012, in un tratto viario focale per lo snodo del traffico viario periferico di quella zona. La riapertura arrivò infatti a luglio 2016, ovvero con 22 mesi di ritardo rispetto alla prima previsione al momento della chiusura (la prima data individuata allora era quella del dicembre 2014). L'opera venne finanziata allora con 3 milioni di euro di fondi regionali.