Mentre la Provincia di Latina è impegnata a interloquire su più tavoli per risolvere la spinosa vicenda dei confini non rispettati nella realizzazione dell'ex istituto scolastico per geometri "Sani", c'è un'altra questione finora sottovalutata che potrebbe saltare fuori da un momento all'altro e riguarda l'indennizzo per le spese di esproprio che il Comune di Latina finora non ha mai preteso, ma potrebbe avanzare in qualsiasi momento visto che l'ente di via Costa ha praticamente definito la cessione del plesso di viale Le Corbusier, ai Vigili del Fuoco, dalla quale incasserà tre milioni e mezzo di euro.
La scuola dismessa ormai da diversi anni e in parte utilizzata per altri scopi, venne edificata dalla Provincia di Latina su un'area di un ettaro e mezzo che fu assegnato formalmente nel 1981 dal Comune del capoluogo nell'ambito del Centro Direzionale, il comparto urbanistico che in quegli anni diventava realtà, per collegare il centro di fondazione della città con i nuovi quartieri Q4 e Q5. O meglio, nell'ambito del Centro Direzionale l'ente municipale aveva previsto una serie di spazi destinati ai servizi per i cittadini e tra questi alcuni furono messi a disposizione della Provincia per la realizzazione di scuole superiori, compreso l'istituto tecnico per geometri. Nel 1985 fu approvato il progetto, mentre due anni dopo l'amministrazione di via Costa fu autorizzata a costruire la scuola, quindi nel 1993 il Consiglio comunale approvò il progetto in variante per l'ampliamento del plesso con l'aggiunta di un altro piano.
Mentre autorizzava la Provincia a prendere possesso dell'area in virtù della ravvisata pubblica utilità, in quegli anni il Comune perfezionava l'esproprio dell'area assegnata all'altro ente, così come avvenne per le altre superfici che non erano destinate all'edificazione da parte dei privati. Tant'è vero che l'amministrazione municipale aveva concesso l'utilizzo della superficie alla Provincia, ma di fatto vincolava la destinazione urbanistica alla presenza della scuola. Infatti in epoca recente, quando l'ente di via Costa ha accettato la proposta del Ministero dell'Interno di cedere l'ex istituto Sani per la realizzazione del nuovo comando provinciale dei Vigili del Fuoco, è stato necessario il passaggio della questione in Consiglio Comunale, era l'agosto del 2021, per approvare la nuova destinazione urbanistica.
Insomma, sembrerebbe tutto in regola, se non fosse che lo Stato verserà nelle casse della Provincia tre milioni e mezzo di euro, come definito con l'atto di cessione dell'agosto scorso, ma finora nei documenti non c'è traccia di un eventuale rimborso al Comune di Latina per le spese sostenute al momento di espropriare l'area utilizzata per la realizzazione della scuola, tantomeno di un accordo tra gli enti per azzerare le pendenze. Potrebbe anche trattarsi di una svista condivisa dai tecnici di entrambi gli enti, ovvero che la Provincia non ritiene di dovere nulla e in Comune nessuno ha vagliato la possibilità di chiedere una parte di quanto riconosciuto dal Ministero dell'Interno, ma tra gli addetti ai lavori è una questione che più di qualcuno ha notato.
Di certo non si tratta di un gesto di cortesia tra enti, visto che sull'ex istituto Sani lo scontro formale tra Comune e Provincia è in essere, nell'ambito del contenzioso con la curatela della società confinante che non ha potuto costruire perché la scuola venne costruita senza rispettare la distanza dal confine. Le due amministrazioni locali infatti sono state condannate in primo grado, dal Tribunale civile, a rifondere la società danneggiata con 1,8 milioni di euro, ma la Provincia ha deciso di ricorrere in Appello ritenendo che la responsabilità spetta al Comune perché non ha notato e corretto la svista progettuale consentendo che la scuola venisse realizzata troppo a ridosso del confine, mentre il Comune di Latina a sua volta si è costituito in giudizio in virtù dell'impegno assunto dall'altro ente prima della pronuncia del giudice di primo grado, a farsi carico delle conseguenze risarcitorie. Come dire, la vicenda dell'ex Sani si fa sempre più intricata.