Oltre cento dipendenti in più da impiegare, 6 milioni di investimenti, un corrispettivo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti che potrebbe passare a 18 milioni nel 2023 e a 21,5 milioni di euro nel 2024. Cinque milioni e mezzo in più da ammortizzare o ridurre è dunque la cifra su cui sta ragionando il Comune di Latina dal 24 ottobre scorso, giorno in cui Abc ha consegnato il nuovo piano industriale. Costi aumentati per un servizio ormai calato appieno sul territorio e che ha mostrato limiti, corretti e ancora da correggere, e virtù, da potenziare e sui quali innestare il futuro. E dai quali è impossibile tornare indietro. Ne parliamo con il direttore generale Silvio Ascoli, manager a capo di quell'azienda speciale voluta e messa in piedi dall'amministrazione Coletta nel 2018. Che si mette a disposizione con la consueta chiarezza e disponibilità per spiegare cosa cambierà e perché dovremo aspettare tra giugno e settembre per vedere l'avvio del porta a porta nel centro e nel primo anello della circonvallazione, i settori che mancano all'appello per avere tutta la città a regime.

Gli aumenti, ecco perché
Si parte dagli aumenti dei costi, il primo dato evidente. «Vanno considerati negli aumenti proposti alcuni aspetti – spiega Ascoli - il corrispettivo del servizio oggi reso da Abc e fissato in 16 milioni nasce nel 2016, con la gara europea che fu bandita dal commissario Barbato e l'idea di affidamento alla società in house: non poteva costare di più, ma se pensiamo a quei 16 milioni, attualizzati ad oggi e dopo 7 anni, già sarebbero 18 milioni con l'aggiornamento della rivalutazione Istat. La seconda riflessione che occorre fare è che il piano di Contarina era un progetto previsionale di massima che non aveva il conforto dell'attuazione sul territorio». Ascoli fa notare in sostanza che il vecchio piano industriale non aveva la riprova di quello che è emerso a partire dall'autunno del 2021 con l'entrata a regime del servizio porta a porta in città e poi a luglio 2022 con l'impatto dei quartieri Isonzo ed Europa. Oggi il piano di uomini e mezzi secondo Abc per Latina non è più adeguato e ha bisogno di essere incrementato con 18 milioni nel 2023 e con 21 milioni nel 2024. «Previsioni – spiega Ascoli - oggi non elaborate da un soggetto esterno, ma dall'azienda stessa che attua il servizio, conosce le percorrenze, il consumo di carburante, il fabbisogno di personale. La terza considerazione da fare è che noi dobbiamo alzare lo guardo e guardare al Pef del servizio Ambiente».

Il Pef e l'impatto di Rida
Quel Pef che si compone di due gambe, una è Abc (16 milioni), l'altra è Rida a cui corrispondiamo i costi per l'indifferenziato (10 milioni). «Si tratta di due vasi comunicanti- spiega Ascoli - se il corrispettivo sale a 21 milioni va considerato che i costi per Rida scendono proporzionalmente in base a quanto aumenta la frazione differenziata in un contesto nel quale il rifiuto, se valorizzato, diventa una risorsa». Per il direttore generale siamo di fronte ad una scelta virtuosa: «Abbiamo scoperto che è un servizio che costa di più, è vero, ma che è calato in un contesto virtuoso e responsabile: tornare indietro sarebbe peggio, in termini di costi e di qualità. Siamo dentro un progetto in cui tutto sta andando nel senso giusto, meno costi a Rida e materiali che recuperiamo di ottima qualità rivenduti e valorizzati a livelli inimmaginabili solo un anno fa. Se anche la Tari dovesse crescere verrebbe pagata da una platea più ampia e con molti più cittadini iscritti al ruolo. Il servizio costa di più, ma questo è quel che serve secondo noi, pensiamo di aver data respiro all'azienda, lungimiranza ai servizi e certezza ai dipendenti, insomma gambe salde per i prossimi 20 anni».

Le possibili novità nel centro
Oggi però il servizio, per tutte queste ragioni, costerà di più e ha bisogno di ricavi, necessita di uno stop obbligato nel cronoprogramma: per il porta a porta nel centro e nella circonvallazione bisognerà aspettare probabilmente l'estate. «Oggi copriamo il 73% delle utenze e il 90% del territorio, e a dicembre eravamo al 50% della raccolta differenziata, dati che resteranno e aumenteranno anche senza il centro storico. Il Comune ha il piano dal 24 ottobre, se anche non dovesse apportare correttivi non credo che prima di giugno si riuscirà a renderlo operativo».
Sarà la nuova amministrazione dunque a vagliare eventuali modifiche e a capire come muoversi sul centro storico. Perché l'idea che ha in mente Abc è proporre alcune variazioni sul sistema di porta a porta per adeguarlo ad una zona sensibile da tutelare e con alta densità abitativa. «Il metodo resta lo stesso - spiega il manager- ma con alcuni correttivi: stiamo pensando in centro a un cambio orario e anche alla possibilità di posizionare dei contenitori multiscomparto, lontano dalle abitazioni, da utilizzare in modalità h24 tutti i giorni e a cui accedere con un sistema di riconoscimento dell'utente. Saranno dei correttivi a integrazione del servizio, ma il sistema dei mastelli resterà». Ora è il Comune a dover decidere, ma pur essendo convinta delle proprie previsioni, Abc è chiaramente disposta a eventuali correttivi: «Tante cose si possono rimodulare, come ad esempio le frequenze di raccolta in estate e in inverno. Prematuro parlarne ora, ma si andrà nella direzione comune di riequilibrare le risorse. Sempre avendo come obiettivo la qualità del servizio offerto al cittadino».