I progetti per le cosiddette «grandi infrastrutture» si infrangono contro la dura realtà della viabilità quotidiana fatta di slalom per arrivare da un punto all'altro della provincia di Latina, dove sono in corso continui interventi urgenti, piccole gocce nel mare ma tutte necessarie a rendere un po' più sicure le orribili strade dei collegamenti attuali. Martedì prossimo sono annunciati interventi di sostituzione e riqualificazione della segnaletica verticale allo svincolo di Campoverde nord. L'investimento complessivo è di 2,3 milioni di euro ed è la prima notizia del 2023 sulla strada più frequentata della provincia, quella che da venti anni deve essere sostituita da un'autostrada o da un'altra strada semplicemente, la più intasata, la più lenta, la più pericolosa. Ma resta pur sempre l'unica che abbiamo. La storia della Pontina, quella vecchia e soprattutto quella nuova, è così lunga e tortuosa che ormai molti hanno rinunciato ricongiungere i fili.

L'appalto per quella che era stata definita Autostrada Roma-Latina, dunque con pedaggio, sembrava quasi ultimato ma è caduto sotto i colpi della magistratura amministrativa e ne frattempo l'Astral ha optato per una revisione del progetto originario, divenuto desueto a forza di aspettare e definito anche troppo costoso. Insomma si è scoperto che si poteva fare un percorso con gli stessi standard di sicurezza e velocità, con meno soldi. La domanda più semplice da fare se la sono fatta in molti, ossia qual è stato il motivo per il quale solo dieci anni fa si è deciso di programmare una nuova autostrada ad un costo che poteva essere inferiore? Ma, al netto di tutti i quesiti che si porta dietro la revisione, c'è stato comunque un accordo ad agosto scorso tra il Governo centrale e quello regionale sulla revisione del progettone iniziale. In attesa che si concretizzi si va avanti come prima, ossia con piccoli interventi inevitabili di miglioramento del tracciato, della segnaletica, dell'asfalto, degli svincoli... tanto che all'attuale Pontina ci si potrebbe quasi abituare e rassegnarsi ad usarla al meglio, sfidando tutti coloro che sono contrari all'autostrada, ossia togliendo dal «tavolo» il motivo del contendere. In fondo la Pontina è soltanto la più famosa delle infrastrutture incomplete, ce ne sono altre solo progettate e mai attuate e una di queste è la Pedemontana di attraversamento dei centri del sud pontino. Anche in questo caso la prima progettazione da 335 milioni di euro di cui esistono, sulla carta, solo 80 milioni di euro e un tracciato che non va bene perché i punti da attraversare sono occupati da abitazioni civili e insediamenti produttivi.