«Dopo dieci anni della chiusura della linea ferroviaria che collegava Roma e Terracina a seguito della caduta di massi dal Monte Cucca sulla sottostante ferrovia, nessun intervento concreto si è materializzato per la rimozione dei massi per i lavori di messa in sicurezza dell'area interessata nonostante un finanziamento regionale di 4 milioni di euro». A parlare è Arcangelo Palmacci, il referente locale e presidente dell'Assemblea provinciale di "Azione" che, come per altri temi, vuole vederci chiaro anche sull'intera situazione che vede quella del Monte Cucca alla stregua di una vera e propria storia infinita.

«Allo stato attuale - sottolinea Palmacci -, l'unica novità visibile sul cantiere è costituito da un cartello dei lavori affidati all'esperta impresa "Cadore Asfalti srl" di Perarolo di Cadore, in provincia di Belluno, e quelli in subappalto a due ditte, la casertana B.C.M. di San Marcellino e la sarda "Cons.Rok" srl di Domusnovas. Ma sul cartello mancano le date di inizio e fine lavori, come previsto dalle normative di legge. Sarebbero dovuti durare 12 mesi». Al momento nell'area dell'intervento di messa in sicurezza c'è una recinzione di rete di plastica e un box in lamiera per gli attrezzi.

«Migliaia di cittadini, non solo di Terracina ma anche dei Comuni limitrofi, ancora si domandano le cause dei ritardi - osserva il referente di Azione -. Per questo ci rivolgiamo agli esponenti della ex Amministrazione comunale che si sono interessate alla questione, come l'ex assessore Emanuela Zappone oggi candidata alle prossime elezioni della Regione Lazio nella lista di Fratelli d'Italia, per una corretta informativa sulle cause dei mancati lavori di messa in sicurezza dell'area, visto anche il suo ruolo nell'ente per un periodo ininterrotto dal 2 luglio 2016 fino alla data della nomina del Commissario straordinario in data 26 luglio 2022. Riteniamo questa richiesta necessaria e opportuna al fine di sgomberare il campo a varie possibili ipotesi dei ritardi, quali il mancato parere dell'ente ferrovia, il mancato completamento delle procedure di esproprio o di occupazione delle aree interessate prima della consegna delle stesse alla ditta appaltatrice». Il progetto approvato prevede la realizzazione di un'opera a protezione della caduta massi dal Monte Cucca, costituita da una piramide di pietrame lunga quasi mille metri con una larghezza circa metri 12 e alta 8, del peso complessivo di circa 100.000 tonnellate. Il ritardo è forse condizionato anche dalle difficoltà di reperire materiale dalle cave dei comuni limitrofi?», si chiede Palmacci che alla fine segnala pure «le difficoltà di accesso all'area per un ponte che risulta troppo sollecitato dal transito dei camion dalle cave».