Nel 2023 il Comune di Latina spenderà per le utenze degli impianti sportivi nei primi mesi almeno 80mila euro di soli gas e acqua a cui vanno aggiunte le spese dell'energia elettrica. Andando a vedere le ultime determine con impegno di spesa del servizio decoro e manutenzioni si vede proprio come nel conto dei consumi una parte consistente la facciano le utenze di queste strutture non regolate ancora del tutto, in alcuni casi corrisposte dalle società, in altre dall'ente stesso. Un problema che non riguarda solo gli impianti sportivi: la spesa dell'energia elettrica, ad esempio, che già drena un terzo delle risorse comunali, è destinata ad aumentare laddove la crescita delle utenze è costante e le espansioni di quartieri ed opere lievitano progressivamente. Lo hanno sottolineato più volte gli assessori nelle passate consiliature: i consumi aumenteranno e bisogna risparmiare sulle spese correnti.

Ed è proprio facendo i conti in tasca al Comune che emergono consumi in costante aumento: solo per le spese del gas l'ente di Piazza del Popolo spenderà 1 milione di euro nei primi 4 mesi del 2023 mentre per l'acqua parliamo di 540mila euro in un anno, dei quali 50mila euro saranno impiegati per coprire le bollette di campi, palestre e altre strutture che non sono state ancora affidate con bandi pubblici ma che assorbono molte risorse dell'ente. Una situazione che rende ancora più evidente la necessità di affidare con bandi pubblici queste strutture, centro nevralgico dell'associazionismo sportivo in città ma anche luogo, fino ad oggi, dell'incertezza e di una storia intricata fatta di gestioni ancora affidate in proroga, cambi dirigenziali, promesse di ricognizioni e in sostanza di uno stato di fatto ancora inalterato. L'amministrazione Coletta aveva promesso di tirare una riga con il passato e in una delibera di giunta del 2020 aveva messo su carta i tempi di questo processo: per i 26 impianti sportivi che al momento non hanno titolo formale legittimante l'occupazione e assegnazione delle squadre essendo i titoli vecchi scaduti da oltre sei anni, la giunta prevedeva una tempistica che allora era fissata entro giugno 2020 per la ricognizione degli attuali utilizzatori, le verifiche sui requisiti di assegnazione, sullo stato dei canoni e sulla titolarità e sui pagamenti delle utenze. Si trattava di una ricognizione più volte annunciata nelle commissioni urbanistica e sport di questi anni, nelle quali da una parte c'erano i dirigenti che di volta in volta si trovavano nell'imbarazzo di esternarne l'esigenza improrogabile, e dall'altra l'opposizione che si chiedeva come mai non fosse stata ancora fatta.

Ancora più incredibili i tempi per la predisposizione dei bandi pubblici per gli impianti che comprendevano la pubblicazione delle procedure e l'assegnazione delle concessioni d'uso: in questo caso la giunta aveva fissato febbraio 2020/ giugno 2021 quando, è bene ricordarlo, queste procedure dovevano essere portate a termine entro dicembre 2018. Ad oggi al situazione è rimasta la stessa, con poche variazioni sul tema. Come quella di fine anno, nella quale il commissario ha approvato in giunta gli indirizzi per affidare la struttura del campo di tennis ai Giardinetti per 15 anni. Doveva farlo nel 2002. venti di anni di attesa sembra incredibile, ma è lo stesso periodo che praticamente hanno accumulato le altre strutture. Un problema che dovrà affrontare e risolvere, in tempi stretti e risolutivi, il prossimo sindaco.