Portare avanti il porta a porta ed estenderlo nel 27% delle utenze e nel 10% del territorio che ne sono ancora sprovvisti cercando di bilanciare sia la necessità di migliorare il servizio sia quello di contenere la maggiorazione dei costi prevista per far quadrare personale e investimenti. Si è orientato su questi punti il confronto in Comune tra i vertici dell'azienda speciale Abc e il commissario straordinario Carmine Valente, un tavolo di discussione avviato sul nuovo piano industriale proposto dall'azienda speciale e che era stato presentato in piazza del Popolo a ottobre scorso.

Massima apertura sia da parte dell'azienda che da parte del commissario, queste le prime notizie che sono trapelate, per vagliare correttivi e per far quadrare i conti. Entrambe le parti sanno che per mantenere il servizio su standard adeguati non sono sufficienti le risorse previste nel vecchio piano industriale, ovvero i 16.081.665,13 secondo le previsioni della relazione ex articolo 34, in relazione sia agli anni che sono passati e che hanno portato ad una rivalutazione dei costi, sia alle condizioni mutate di un servizio calato in una realtà logisticamente diffusa e complessa, nella quale manca il tassello nevralgico del centro storico e del primo anello della circonvallazione, l'area dove è ancora in vigore il sistema di raccolta tradizionale. Abc era partita da una proposta che ovviamente ha messo in campo tutte le possibilità al massimo: oltre cento dipendenti in più da impiegare, 6 milioni di investimenti, un corrispettivo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti che potrebbe passare a 18 milioni nel 2023 e a 21,5 milioni di euro nel 2024. Da parte dell'azienda non c'è comunque preclusione a valutare costi più contenuti di fronte ad un'amministrazione che deve ammortizzare gli aumenti ed evitare ripercussioni onerose sulla Tari pagata dai cittadini. Su questo piano un punto di incontro potrebbe arrivare rispetto alle previsioni del primo anno, quel 2023 con un aumento previsto di 18/18,5 milioni che non è altro che l'aggiornamento della rivalutazione Istat rispetto ai 16 milioni ipotizzati nel 2016. Lo aveva spiegato anche il direttore generale Silvio Ascoli: «Vanno considerati negli aumenti proposti alcuni aspetti – aveva detto - il corrispettivo del servizio oggi reso da Abc e fissato in 16 milioni nasce nel 2016, con la gara europea che fu bandita dal commissario Barbato e l'idea di affidamento alla società in house: non poteva costare di più, ma se pensiamo a quei 16 milioni, attualizzati ad oggi e dopo 7 anni, già sarebbero 18 milioni con l'aggiornamento della rivalutazione Istat.

Poi il piano di Contarina era un progetto previsionale di massima che non aveva il conforto dell'attuazione sul territorio». Ascoli aveva fatto notare in sostanza che il vecchio piano industriale non aveva la riprova di quello che è emerso a partire dall'autunno del 2021 con l'entrata a regime del servizio porta a porta in città e poi a luglio 2022 con l'impatto dei quartieri Isonzo ed Europa. Oggi il piano di uomini e mezzi secondo Abc per Latina non è più adeguato e ha bisogno di essere incrementato. Un punto sul quale Comune e azienda speciale dovranno trovare una quadra economica. Intanto l'ente ha piena coscienza di come la situazione di gestione dei rifiuti di Latina comporti risorse aggiuntive dal momento che in questi giorni il Commissario del Comune di Latina, con altrettanti decreti, ha nominato 16 guardie ecologiche ambientali motivando il provvedimento con il fatto che «tra i cittadini è diffuso il malcostume di abbandono dei rifiuti urbani di ogni genere ed anche ingombranti in zone in cui non è consentito» e «con la raccolta differenziata dei rifiuti "Porta a Porta" è aumentato l'abbandono dei rifiuti o il loro illecito conferimento». Tutti correttivi per un sistema che deve entrare a regime senza più produrre isole di mancato decoro e rifiuti abbandonati. La strada è lunga, ma, intanto, il confronto è stato avviato.