Mentre il cda della Domenico Paone srl ritira i propri eserciti dopo la sonora sconfitta in aula lo scorso 11 gennaio, a cui non solo è stato sollecitato, nuovamente, lo sfratto dei locali di Penitro, ma anche di rifondere alla Corex spa le spese di lite che ammontano 26.155,00 euro, i suoi dipendenti continuano a non vedere un futuro. I circa 30 lavoratori della Domenico Paone srl, ex spa, non sono nuovi alla cassa integrazione. Già la scorsa primavera, a causa dell'aumento dei costi per l'acquisto delle materie prime e del caro bollette, la storica azienda alimentare era stata costretta a fare ricorso a questo ammortizzatore sociale. In concomitanza tra l'altro con l'avvio del procedimento giudiziario promosso dalla Corex che aveva chiesto lo sfratto della "Domenico Paone spa" per cessata locazione. gli stessi sindacalisti Stefano Morea e Alfredo Cocorocchio, avevano sottoscritto con il nuovo amministratore della "Domenico Paone spa" l'accordo per la cassa integrazione a rotazione della Cig a rotazione tra i dipendenti per 13 settimane, dal 28 marzo al 26 giugno 2022. Successivamente, un ulteriore frenata si è avuta nel mese di settembre, quando il manager italo argentino Alejandro Quentin, aveva messo nuovamente i propri dipendenti in cassa integrazione, inizialmente per sole 6 settimane, dal 5 settembre al 16 ottobre. Ma da allora nessuno ha più varcato la soglia dell'azienda. Tanto che al momento dell'esito del secondo appello il dottor Quentin e sua moglie Monica Maria Ortolani, aveva inviato a tutti i 30 dipendenti un messaggio in cui era scritto: "Cari collaboratori. Purtroppo pochi minuti fa ci è arrivata la brutta notizia che abbiamo perso in corte d'appello. Stiamo valutando le varie opzioni che abbiamo. Entro martedì vi diremo che giorno faremo un incontro con tutti voi. Siamo profondamente dispiaciuti di questa triste notizia. Alex & Monica!". Intanto la Corex, attraverso i propri legali, ha fatto sapere in un incontro organizzato con la Flai Cgil presso la sede gaetana del Consorzio Industriale del sud pontino, la sua volontà di rinnovare la tradizione imprenditoriale del pastificio Paone a produrre la pasta di Formia. Ma i legali ancora non si sbilanciano sul chiarire i dubbi sul futuro delle maestranze dell'ex pastificio o sulla possibilità della Corex di assumerli. Un epilogo che lascia l'amaro in bocca soprattutto alla storica famiglia Paone, della quale alcuni membri hanno commentato: "L'annuncio della nuova proprietà straniera in merito alla chiusura temporanea per cassa integrazione a zero ore, unitamente alla specificazione di volumi di ordini ridottissimi ed allo sfratto incombente da parte della società di Battipaglia cui è stato venduto l'immobile, fanno presagire una ingloriosa fine".