Come aveva annunciato anche in consiglio comunale, il sindaco di Cori Mauro De Lillis, l'amministrazione comunale ha dato mandato ad uno studio di avvocati di Roma di predisporre il ricorso al Tar Lazio e nel caso anche il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con cui chiedere l'annullamento dell'atto di approvazione del provvedimento unico Aia-Via datato 30 maggio 2023 con cui si autorizza l'ampliamento dello stabilimento della Fassa Bortolo.
L''azienda ha infatti uno stabilimento produttivo che si trova proprio al confine tra il territorio comunale di Cori e quello di Artena su cui materialmente insiste, ma soprattutto si trova ad appena 1 km dal monumento naturale del lago di Giulianello.
Durante la fase istruttoria della Conferenza dei servizi l'amministrazione guidata da Mauro De Lillis aveva espresso un parere negativo che però non sembra essere bastato a negare l'autorizzazione all'ampliamento.
La decisione quindi di ricorrere al Tar, certificata anche in Consiglio comunale, parte da alcuni presupposti che sono in primis la tutela di un territorio che «ha una vocazione eminentemente agricola e che vanta produzioni di alta qualità di olio vino e anche biologiche» e soprattutto anche dal timore che tale aumento di produzione possa comportare «enormi criticità ambientali per le attività produttive e la salute dei cittadini del Comune di Cori come ad esempio: aumento dell'inquinamento ambientale con conseguente ripercussione sulla salute pubblica; compromissione di tutta l'area comunale e d'intorni destinata alla produzione dei prodotti agricoli locali mettendone a rischio la qualità degli stessi; congestionamento del traffico per le strade di transito di Cori e Giulianello scaturendo in maggior inquinamento oltre all'aggravarsi della gestione in relativa manutenzione delle vie di comunicazione».
Anche ad Artena è in corso un forte dibattito su questo aumento di produzione che si otterrà con la realizzazione di due nuovi forni di calcinazione da 200 t/g (tonnellate al giorno) ciascuno, a ciclo continuo che l'azienda vuole alimentare con scarti di legno derivato da rifiuti d'imballaggio in legno, truciolato, scarti di segatura e altri rifiuti legati alle biomasse, ma nel borgo romano l'amministrazione ha una posizione diversa e anche gran parte della comunità che in qualche modo è legata lavorativamente parlando allo stabilimento che ha in indotto piuttosto importante. Non è detto quindi che si unirà alla battaglia legale. La delibera che dà mandato ai due legali di Roma prevede anche l'ausilio da parte dell'avvocato Tommaso Conti, legale di fiducia per l'amministrazione.