Il dossier
22.03.2026 - 14:00
Una filiera strategica da 37,2 miliardi di euro. Questo il peso specifico della Blue Economy regionale che è emerso dal IX Rapporto sull’Economia del Mare nel Lazio 2025 presentato ieri mattinata nella suggestiva cornice di Palazzo Caetani a Fondi e moderato da Roberta Busatto, Direttrice di Economia del Mare Magazine. A fare gli “onori di casa” è stato Giovanni Acampora, il presidente di Camera di Commercio Frosinone Latina, Assonautica Italiana e Si.Camera che ha accolto, tra gli altri, il Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella, il sindaco di Fondi Beniamino Maschietto, il neo presidente della Provincia di Latina Federico Carnevale, l’europarlamentare Salvatore De Meo, il consigliere regionale Cosmo Mitrano, il Comandante della Capitaneria di Porto di Gaeta Felice Monetti e il vicepresidente Vicario dell’Azienda Speciale Informare Vincenzo Di Lucia. Presenti l’ITS Fondazione Caboto, l’Istituto Nautico Caboto di Gaeta e l’Istituto Gobetti - De Libero di Fondi. L’artista Filomena Vezza ha realizzato “live” una tela a tema.
«Il Lazio, oggi, non è soltanto la regione con la più alta presenza di attività legate al mare, ma esprime una centralità strategica nell’economia del mare nazionale, grazie alla capacità di mettere insieme competenze, filiere, infrastrutture e visione - ha sottolineato Acampora -. Con OsserMare abbiamo costruito in oltre 15 anni un punto di riferimento riconosciuto anche a livello euro-mediterraneo, capace di leggere e orientare la Blue Economy. Da qui è nato il Blue Forum Italia, oggi ecosistema nazionale di confronto tra istituzioni, imprese e ricerca. E questa di Fondi rappresenta la prima tappa dell’edizione 2026, da qui parte il percorso itinerante verso il Summit. Attraverso questo lavoro, la Camera di Commercio di Frosinone Latina, con Informare e Assonautica Italiana, ha assunto un ruolo di primo piano nel “sistema Paese”. Mettiamo questo impegno al servizio della Regione e dell’Italia - ha aggiunto Acampora -, convinti che il mare sia una leva decisiva per il futuro e che il Lazio sia pronto a fare la sua parte da protagonista».
Antonello Testa, coordinatore nazionale OsserMare, ha dato la chiave di lettura dei dati e dichiarato: «L’Economia del Mare nel Lazio conferma una straordinaria capacità di generare valore e attivare filiere strategiche per l’intero sistema produttivo. Il Basso Lazio, in particolare, rappresenta un laboratorio dinamico, dove resilienza e trasformazione convivono in un contesto di crescente complessità. La sfida ora è accompagnare le imprese verso innovazione, sostenibilità e rafforzamento delle competenze».
Ieri è stato anche annunciato che, sempre con OsserMare, a breve saranno presentati il Rapporto strategico sulla nautica del Lazio, il primo Piano Strategico Programmatico Triennale 2026-2028 e, nei prossimi mesi, anche il Rapporto sull’interconnessione Spazio-Mare.
Ecco i numeri chiave dell’Economia del Mare del Lazio: nel 2023 ha generato 14,4 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 6,7% dell’economia regionale. Con una variazione sull’anno precedente di un +13,9%. L’impatto complessivo della filiera sale a 37,2 miliardi di euro, raggiungendo il 17,4% del valore aggiunto totale regionale, grazie a una forte capacità di attivazione economica. Il settore dimostra una significativa forza moltiplicativa: +22,8 miliardi di euro attivati nel resto dell’economia - moltiplicatore pari a 1,6 a testimonianza della capacità di generare valore lungo tutta la filiera.
Gli occupati? Sono 205.665 (variazione annuale +6,2%), mentre le imprese 35.747 (variazione annuale +1,4%). Il Lazio si colloca tra le regioni italiane dove la Blue Economy incide maggiormente sull’economia complessiva, con una forte concentrazione nelle aree costiere: 30 comuni costieri (24 litoranei e 6 prossimi al mare); 64,1% della popolazione regionale residente in queste aree; 76,7% del valore aggiunto complessivo prodotto nei territori costieri.
Il sistema imprenditoriale blu del Lazio mostra segnali misti: crescono imprese femminili con 8.339 e imprese straniere con 4.584, calano invece le imprese giovanili con 2.904. Segnalate criticità nel ricambio generazionale.

L’evento di Fondi è stata anche l’occasione per un focus sul sistema imprenditoriale del Basso Lazio: l’indagine sulle imprese restituisce un quadro di stabilità ma anche di crescente cautela davanti a un contesto caratterizzato da incertezza economica e trasformazioni strutturali: il 47,8% delle imprese ha mantenuto stabile il fatturato tra il 2023 e 2024; le imprese che prevedono crescita calano dal 35,7% al 23,2%; il 55,6% delle imprese non formula previsioni per il 2026; il 55,6% ha investito nel triennio 2022-2024; il turismo guida gli investimenti: 65,1% delle imprese.
Per il periodo 2025-2027 cresce l’incertezza: 18,4% senza piani di investimento; si registra un passaggio da investimenti “manutentivi” a investimenti più strategici: digitalizzazione, sostenibilità, innovazione tecnologica.
La transizione green: circa 1 impresa su 4 ha investito in sostenibilità (2022-2024); la quota è destinata a crescere, soprattutto fuori dal turismo. Capitale umano: il 27% delle imprese prevede nuove assunzioni (2024-2025), il 60,7% segnala difficoltà di reperimento dei profili mentre l’81,6% non prevede formazione aggiuntiva.
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