La vegetazione nel Parco nazionale del Circeo sembra dare segni di ripresa dopo l'invasione dello Xylosandrus, l'insetto che ha attaccato diversi alberi portando con sé un'infestazione di funghi patogeni. Chiaramente ciò non significa che il problema possa essere sottovalutato. Motivo per cui nei giorni scorsi la questione è stata affrontata anche dal consiglio direttivo dell'Ente Parco, che ha approvato un'apposita convenzione - già preannunciata dal direttore Paolo Cassola - che sarà sottoscritta dal Parco stesso, dal Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'università della Tuscia, la Regione Lazio e i carabinieri forestali.
L'obiettivo è quello di intraprendere attività di ricerca e monitoraggio, nonché azioni volte a contrastare la presenza dell'insetto e la convenzione avrà durata di 36 mesi dalla sua entrata in vigore. Diversi i compiti che le parti dovranno svolgere. Innanzitutto si parla di formazione di personale tecnico. Ma poi anche di installare nel territorio del Parco delle trappole da controllare ogni settimana nel periodo di monitoraggio e di condurre analisi di laboratorio sui campioni infestati. Anche per capire come intervenire per contrastare questo minuscolo animaletto e la diffusione dei funghi patogeni. I privati saranno chiamati a fare la propria parte segnalando eventuali situazioni sospette alle autorità preposte, magari allegando anche del materiale fotografico. Ma lo scoglio più grande resta quello finanziario. Per abbatterlo si cercherà di ottenere finanziamenti.