Eccellenze locali e a costi contenuti, anche per promuovere l'educazione alimentare, il rispetto e la conoscenza del territorio. Con questo scopo a Pontinia nasce il mercato comunale dei contadini a chilometro zero. Un'iniziativa proposta dall'assessore allo Sviluppo del territorio Matteo Lovato e che in Consiglio comunale è stata approvata all'unanimità.

Di questo mercato se n'è parlato a lungo visti anche i vari passaggi in commissione, ma cosa prevede? In concreto ci saranno 16 banchi in piazza Kennedy dove si potranno acquistare le eccellenze locali, con o senza certificazione biologica, a prezzi contenuti. Un'opportunità per favorire il consumo di prodotti stagionali freschi, perché con il chilometro zero si ridurranno i tempi tra la raccolta e il consumo. Essendo pressoché azzerato il trasporto su gomma, dovrebbero esserci riflessi positivi anche sul prezzo finale al consumatore.

Nel regolamento approvato dal Consiglio comunale si parla anche di «promuovere la vendita diretta realizzata con trasparenza nelle etichettature, con equità dei prezzi e con garanzie sull'origine del cibo». Non solo. Anche di «promuovere l'educazione alimentare e la conoscenza e il rispetto del territorio anche attraverso attività didattiche e dimostrative da realizzare nell'ambito del mercato», incentivando altresì «le relazioni tra cittadini e modelli di sviluppo sostenibile».

Il mercato si svolgerà con cadenza settimanale, dalle 7 alle 13. Per essere ammessi alla vendita si terrà conto del possesso di una serie di requisiti. Tra questi spicca l'ubicazione dell'azienda, visto che si cercherà di favorire gli imprenditori di Pontinia. Poi, a seguire, quelli della Provincia di Latina e infine quelli con sede dell'azienda nella Regione Lazio.

Per il primo periodo sperimentale, il Comune di Pontinia - come si specifica nei documenti amministrativi - si impegna a dare pubblicità al mercato e a predisporre punti per la raccolta differenziata dei rifiuti. In merito alla gestione vera e propria, invece, si specifica che la stessa può essere assunta dall'ente locale oppure può essere data a produttori agricoli singoli o associati, associazioni di categoria, associazioni di consumatori, associazioni di promozione sociale, enti no-profit. Questo affidandola in convenzione per un periodo massimo di tre anni. A valutare l'eventuale convenzione ci penserà invece la commissione Agricoltura.