La piscina scoperta chiusa e gli impianti sportivi concessi in affitto senza corrispettivi economici sono due tra i temi più insidiosi che l' amministrazione si è trovata ad affrontare ed investono un settore, lo sport cittadino, in cui negli anni la vecchia gestione politica non ha brillato per limpidezza, alternando passaggi burocratici contraddittori alla mancanza di controllo. Oggi il sindaco chiarisce che non sono vicende dimenticate ma su cui si sta lavorando attraverso le consulenze legali con tempi molto lunghi, ma con alcuni punti fermi. A partire dagli impianti sportivi che, tra convenzioni scadute e canoni di affitti in sospeso, tengono in sospeso il Comune con una consistente voce in entrata inevasa da mesi: sommando le cifra delle 26 richieste di pagamento per l'anno 2016 inviate a tutti i club e al Latina calcio, l'ente potrebbe incamerare circa 350mila euro, mentre fino ad ora non è entrato un soldo. «Non è un problema che abbiamo dimenticato – spiega il sindaco -non è facile ricostruire abitudini passate e ora c'è anche un nuovo dirigente che si occuperà di questo, Giovanni della Penna ha preferito lasciare a lui le scelte conseguenti. Il mio obiettivo è arrivare all'inizio della prossima stagione sportiva con un'assegnazione chiara degli impianti e una situazione debitoria e creditoria definita». Il nodo della questione è sempre lo stesso: il canone 2016 per l'utilizzo degli impianti va pagato? «Il canone va pagato perché le convenzioni erano scadute e non le abbiamo rinnovate – spiega il sindaco - il 2016 è stato l'anno di ridefinizione dei rapporti tra società e comune. E' chiaro che in un rapporto diretto con i club possiamo considerare forme di pagamento dilazionate e vagliare gli interventi di sistemazione fatti su base volontaria sugli impianti, ma dal principio di rispettare il patrimonio non ci si può discostare».

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