Lo sviluppo di un'intera area è bloccato da una selva di permessi e vincoli. Ogni forma di sviluppo, ogni progetto si ferma davanti al muro di carte tirato su negli ultimi 40 anni da uffici e burocrazia. A Fondi la zona di Selva Vetere, a metà tra fascia costiera e campagna, attende da tempo una sistemazione definitiva. Ci sono centinaia di posizione che devono essere regolarizzate e, dopo anni di incontri, studi tecnici e perfino battaglie legali, si sta arrivando seppur lentamente a un punto di non ritorno. La questione è tecnica, parecchio complicata. Una selva, appunto, che per una singolare coincidenza dà anche il nome alla contrada.

Ettari di superficie sono gravati dall'uso civico, configurazione urbanistica da cui si sta cercando di svincolare gli attuali occupatori. Nel lontano 1973 il Comune attraverso il suo Piano regolatore generale ha classificato quella zona come edificabile sebbene l'uso civico consenta un insediamento agricolo. Un paradosso. Fatto sta che in molti casi nella zona si è costruito, edificando sia immobili a uso abitativo che siti produttivi. Cosa fare? Nel guazzabuglio di carte, permessi e vincoli l'amministrazione del sindaco Salvatore De Meo ha intavolato un'articolata trattativa con la Regione Lazio. Prossimamente verrà anche presentata una proposta per rivedere i comparti edificatori. Da Roma si è ben disposti a risolvere le grane sorte negli anni e rimaste "congelate" per troppo tempo.

Come sistemare gli usi civici? Gli uffici comunali hanno approntato una mappa anche perché da oltre 40 anni e più a questa parte si è assistito a una forma variegata di edificazione. Per cui dai piccoli insediamenti ci si è allargati pian piano per giungere a un vero e proprio contesto urbanistico consolidato. Adesso, considerando che i terreni sono a uso civico, si andrà ad affrontare una per una le questioni. Chi ha un insediamento agricolo, compatibile con la configurazione dell'uso civico, avvierà un percorso di legittimazione. Davanti a un insediamento abitativo o produttivo, invece, va incontro a un'alienazione. Il Comune sta procedendo anche alle reintegre e al recupero delle somme per le occupazioni dei terreni di uso civico. Operazioni lunghe e parecchio complicate, che però consentono al Comune di guadagnarci due volte. Primo perché si procede a regolarizzare la situazione; secondo perché si incassano soldi. Gli importi così ottenuti sono vincolati a fini urbanistici. Devono essere investiti sul territorio, ad esempio per sostenere interventi di urbanizzazione, realizzare strade, marciapiedi e impianti di illuminazione. Si aggiunga che, regolarizzata la questione, si può anche pensare di iniziare a progettare uno sviluppo armonico del territorio. Si possono studiare interventi mirati, compresa la realizzazione di alloggi popolari.