Nel 2016 il Comune di Sabaudia non ha riconosciuto alcun debito fuori bilancio, dovendo fare i conti con una pesante eredità economico-finanziaria derivante dagli anni (talvolta decenni) passati. Le passività riconosciute nel triennio 2013-2015 ammontano a 4.787.000 euro e circa un milione di euro di debito deriva dal contenzioso "Sorgeva". Una situazione economicamente complessa che ha determinato delle difficoltà a causa della carenza di liquidità. Ma da quest'anno le casse pubbliche potranno tirare un respiro di sollievo.  


Un'eredità scomoda 
Il problema dei debiti pregressi è ben spiegato all'interno della relazione che accompagna il rendiconto 2016. Tra il 2013 e il 2016 sono stati pagati circa tre milioni di debiti fuori bilancio e un milione di debiti pregressi. «Con il crono-programma dei pagamenti previsto, nel 2017 verranno liquidati ulteriori 500mila euro di debiti fuori bilancio, mentre altri 700mila sono stati rateizzati in sette quote annue, con la Regione Lazio, fino al 2023». Già da quest'anno, però, la situazione dovrebbe migliorare. «Dopo il 2017 - si legge nella relazione - la vicenda dei debiti fuori bilancio e dei debiti per passività pregresse pagati su sentenza, che ha rappresentato lo scoglio più difficile nel triennio 2013-2016, sarà quasi del tutto conclusa e risolta, senza aver inciso in maniera negativa sulla struttura del bilancio». Resta però in piedi il problema del recupero della cassa e della liquidità, che ha determinato difficoltà nel pagare per tempo i creditori. Basti pensare che nel 2016 le anticipazioni di tesoreria ammontano a 12,3 milioni di euro. Una cifra ingente, anche se «ben al di sotto dell'importo massimo concesso».  


Un Comune senza liquidità 
Uno dei problemi maggiori, si diceva, è la carenza di liquidità. Il recupero della cassa, infatti, nella relazione allegata al rendiconto 2016 è indicato come una priorità da affrontare nel prossimo triennio. Come? Cercando di colpire l'elusione e l'evasione tributaria. Soprattutto sull'Imu e sulla tassa sui rifiuti, «affinché si possano evitare e/o ridurre al minimo aumenti delle corrispondenti tariffe, pari a circa il 20 per cento delle stesse». Ma non son tutte rose e fiori. C'è infatti il problema della riscossione, specie sulla Tarsu. Basta dare un'occhiata alla relativa voce nella già citata relazione. «I residui attivi suoi ruoli Tarsu 2011 e 2012 -parliamo di 816.500 euro circa, ndr  - sono quelli che probabilmente verranno stralciati nei prossimi due consuntivi». Ma la questione non suscita grossi timori, visto che «grazie a un buon avanzo di cassa al 31 dicembre di ogni esercizio» è possibile «stralciare i crediti che manifestano un alto tasso d'inesigibilità».