Intorno al tavolo siedono un parente, un amico, un vicino di casa. Ma anche curiosi, amanti della buona cucina o seguaci della filosofia della "condivisione". Il concetto di base dell'home cooking è anche questo: mangiare con gusto grazie alla passione del cuoco che mette a disposizione competenze e abilità. In tavola finiscono ricette tipiche del territorio e, neppure a dirlo, prodotti a chilometro zero. Marco Pannozzo, 51 anni e di professione operatore sanitario nella centrale operativa del 118 di Latina, si è lanciato in questa esperienza originale ed entusiasmante. «Altrove l'home cooking è un fenomeno ben consolidato. La cucina a domicilio - ci spiega mentre prepara il pranzo - consente di conoscere tante persone e di riscoprire i sapori della nostra città». Provare per credere. Uno dopo l'altro Marco mette a tavola una pasta con passata di pomodoro fatta in casa e gattuccio di mare. A seguire una crema di fave con ricotta di bufala di un produttore locale, moscardini appena presi all'asta del pesce al porto e pane bruscato al timo. Per concludere, non poteva mancare la fragola favetta di Terracina.  Ma come è venuta in mente l'idea dell'home cooking? Il progetto "A casa di Marco" nasce in modo spontaneo. «Semplicemente l'ho sempre fatto» ammette. «La mia passione per la cucina e il piacere che ho per la compagnia sono gli ingredienti principali. La differenza è che il cuoco a domicilio cucina e basta, non mangia con gli ospiti ma si mette al loro servizio». Tra una portata e l'altra, Marco racconta che la sua tecnica ai fornelli l'ha raffinata durante una convalescenza dovuta a un brutto incidente anni fa. E poi c'è il segreto, sua figlia Chiara, 23 anni. Nel 2015 è stata finalista del talent televisivo "Hell's Kitchen" col famoso chef Carlo Cracco. Dopo aver sfiorato la vittoria, lavora per uno dei suoi ristoranti a Milano.