Al posto della piscina comunale potrebbe sorgere una struttura polivalente per i giochi da spiaggia. Una beach arena a San Martino, meno costosa e più facile da realizzare di un impianto natatorio dopo il fallimento del project financing decretato dal Comune lo scorso dicembre. L'ipotesi di tirare su una grande tensostruttura sulle basi del cantiere per la piscina è venuta fuori in un recente incontro. E, almeno per adesso, si tratta soltanto di un'ipotesi. In questi mesi l'amministrazione comunale del sindaco Nicola Procaccini non è rimasta a guardare. Ci si è interrogati più volte su cosa fare di quella cattedrale nel deserto alle spalle del campo di calcio "Colavolpe".  Ma facciamo un passo indietro. Prima di Natale il Comune ha risolto il contratto di concessione con la ditta affidataria dei lavori di realizzazione della piscina comunale, alla quale sarebbe poi andata la gestione dell'impianto per 40 anni. Ma si erano verificati ritardi nei lavori, ruggini tra Comune e privato, il rapporto nel tempo si era deteriorato fino alla rottura e alle azioni legali. A oltre dieci anni dall'avvio dell'iter del project financing (le prime carte sono del 2005) il sogno della piscina è tramontato. Forse in modo definitivo. Ci sono dei tempi tecnici da rispettare, con la possibilità da parte del Comune di tenere aperte due strade: tuffarsi in un nuovo project financing oppure lasciare tutto in mano per sé. Ma servono soldi e il Comune non li ha. Di fronte all'impossibilità di portare avanti i lavori in modo autonomo e con la volontà di non lasciare quell'area nel degrado, si è iniziato a ragionare sul da farsi.
Tra le ipotesi al vaglio della giunta, quella di stravolgere il progetto. Sfumata la piscina, si può pensare a qualcosa di più facile da realizzare. Meglio ancora se con un programma che abbatta decisamente i costi e che non abbia bisogno di particolare manutenzione. Una beach arena polivalente sarebbe l'ideale. L'ipotesi piace. Si sfrutterebbe la base già realizzata per l'impianto natatorio al fine di rimodellare il piano e installarvi una copertura pressostatica. All'interno si potrebbero praticare beach soccer, tennis e volley. Discipline in cui una città turistica come Terracina può puntare e in cui, tra le altre cose, primeggia a livello nazionale e internazionale. La città del Tempio di Giove, grazie a un impianto del genere, si candiderebbe ad essere, ancor di più di quanto non lo sia già, capitale degli sport da spiaggia sia d'estate che d'inverno. La zona di San Martino manterrebbe la sua vocazione sportiva. Certo, l'amministrazione deve mandare giù il boccone amaro di rinunciare alla sua piscina.  Quanto alla fattibilità del progetto, l'ente metterebbe mano al milione e mezzo di euro rimasto in sospeso dall'istituto del credito sportivo. Per la gestione, il Comune potrebbe pensare di affidare tutto a un soggetto esterno attraverso un bando.