Il Consiglio comunale di San Felice Circeo ha deliberato la revoca di sei varianti urbanistiche. E lo ha fatto sulla scorta del documento preliminare di indirizzo redatto dalla professoressa Laura Ricci per rimettere mano al piano regolatore ormai inattuale. 

Al momento non è ancora possibile prevedere le tempistiche per l'approvazione della variante generale, ma sono invece chiari e messe nero su bianco le linee guida del progetto. Anche se poi tutto ricadrà nella discrezione amministrativa della parte politica che andrà ad amministrare il paese dopo le elezioni di giugno.


Le linee guida
Come scritto nei giorni scorsi, la motivazione addotta per la revoca degli atti è quella di evitare «varianti a macchia di leopardo». Anche e soprattutto per limitare il consumo del suolo. L'intenzione è difatti quella di procedere con la «riqualificazione» e la «valorizzazione del territorio secondo i principi della sostenibilità ambientale, l'arresto del consumo di ulteriore territorio». Alla luce dello studio approvato mercoledì mattina dal Consiglio comunale, è emersa comunque la disponibilità di circa 71mila metri cubi su tutto il territorio.


La Mola, Pantano Marino e i nuclei abusivi
Tra i quattordici punti cardine del progetto urbanistico hanno un certo rilievo le zone di Pantano Marino e Campo La Mola, sorte a partire dagli anni Settanta. Nel documento si parla della «necessità di integrazione» di queste «due grandi aree edificate» dotandole di spazi, collegamenti e servizi che vadano a correggere «i risultati di un'edificazione cresciuta in maniera del tutto spontanea e casuale». Tali aree - si legge - «potranno essere riqualificate e conformate al completamento del disegno della città stessa». Lo stesso deve farsi con i nuclei abusivi localizzati spesso in zone più distanti dal centro della città. Chiaramente nel rispetto della normativa vigente.


Centro storico e Montenero
Impossibile parlare di Urbanistica senza prendere in considerazione i nuclei del centro storico e Borgo Montenero. Partiamo da quest'ultimo. Un borgo che è uno dei meglio conservati tra quelli di bonifica, sia dal punto di vista urbano che di identità sociale. Pertanto - si legge nel documento - è necessario «assicurare la massima tutela del centro e procedere all'inserimento di spazi per servizi e per strutture commerciali nelle aree limitrofe, anche tenendo conto degli immobili pre-esistenti e recuperabili». Per il centro storico, di recente oggetto del piano di recupero delle facciate, il Comune punta a «curare in ogni modo l'aspetto e la difesa, non consentendo alcuna modifica, intervento, installazione che lo possa snaturare o stravolgere». Soprattutto a ridosso o nelle immediate delle vicinanze delle mura. Compare anche il tanto agognato parcheggio di via dell'Acropoli di cui si parla da anni.


La Cona e lungomare
Per quanto riguarda La Cona, nella delibera si sottolinea la necessità di individuare con urgenza nuove aree di parcheggio per evitare il sovraffollamento di auto che determini «asfissia e perdita di attrattiva commerciale». Il lungomare, infine, dovrà diventare «un'arteria turistica» puntando in primo luogo alla riqualificazione dei lotti degradati. «Una zona finora destinata alla sola fruizione balneare» - queste le intenzioni - dovrà diventare un «percorso pulsante di vita per la maggior parte dell'anno, in relazione anche alla destagionalizzazione da parte degli impianti destinati alla balneazione».


Queste le intenzioni deliberate, che dovranno poi fare i conti con la ben più complessa fase dell'attuazione.