La vicenda dell'istituzione del Parco dei Lepini continua a far discutere. Le informazioni assunte a seguito dei recenti incontri in cui si è parlato di Parco Regionale dei Monti Lepini non hanno convinto chi da anni è contrario alla sua istituzione. A dettare i motivi del "no" sono fondamentalmente due ragioni: la prima riguarda l'istituzione di un nuovo ente che comporterà uno stuolo di dirigenti e impiegati; la seconda è costituita dalle limitazioni che imporrà all'attività venatoria nelle zone interne alla perimetrazione del parco. I fautori del "no" si sono quindi dati appuntamento al prossimo 6 maggio, nel centro sociale Calabresi, per un incontro aperto a tutti. Gli organizzatori, cioè le associazioni provinciali di Latina Arci Caccia e Federcaccia, vedono dietro al costituendo Parco, un ennesimo "carrozzone" atto a sistemare politici in cerca di facili incarichi e poltrone ben remunerate. Secondo le paure già espresse in alcuni incontri, il Parco si tradurrebbe in una marea di vincoli e divieti imposti con la ragione della "Tutela e sviluppo del territorio", che in un momento di crisi economica come quello presente, anziché come possibilità di sviluppo, rappresenterebbero una condanna per le piccole attività economiche che garantiscono comunque un minimo di sostentamento a tante famiglie. In una nota diffusa a seguito del recente incontro preparatorio alla riunione di sabato si legge: "I promotori del Parco promettono sviluppo e benessere attraverso la valorizzazione delle tradizioni e dei prodotti locali, favorendo il turismo in queste zone. Ma sono gli stessi scopi proclamati dai vari mostri già esistenti come Comunità Montane, Compagnia dei Lepini, ecc…"