L'ammirevole sforzo linguistico-creativo del Comune, secondo cui «l'evoluzione anomala delle condizioni climatiche del periodo invernale appena trascorso ha comportato la crescita prematura del manto erboso sulle aree verdi di competenza del Comune di Latina», è scritto proprio così, può davvero poco di fronte all'inaccettabile condizione in cui versano tutti o quasi tutti gli spazi verdi della città. Ci spiace contraddire l'estensore dell'ultima delibera d'urgenza, ma siamo al 5 maggio e non c'è stata alcuna crescita prematura dell'erba, e l'unica anomalia della stagione invernale è stata la penuria di piogge, che semmai ha un tantino ritardato la crescita delle erbacce. Fatto sta che i quartieri Nascosa e Nuova Latina, leggasi Q4 e Q5, sono impresentabili, un oltraggio alla decenza, uno schiaffo ai residenti, che non possono usufruire di parchi e giardini pubblici, anche quelli riservati ai bambini, perché infestati da erbacce alte più di un metro, e verosimilmente anche di zecche ed altri parassiti. Di buono c'è che l'amministrazione Coletta non discrimina tra centro e periferia, perché chiunque sia incappato in questi giorni lungo la centralissima via Don Morosini avrà notato che sono sparite le aiuole e le panchine, e con loro anche i gruppetti di senzatetto ubriachi che stazionano sempre lì. Ma è soltanto un'illusione ottica: sono ancora tutti al loro posto, aiuole, panchine e fastidiosi e maleodoranti ubriaconi, soltanto che non si vedono più, perché sono oscurati anche loro dall'erba alta.

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