«Perplessità» e «contrarietà» sul sistema di nomine dei direttori dei Parchi da parte della Regione. Non usa mezzi termini il Wwf Litorale laziale, che in una nota firmata dalla presidente Franca Maragoni e dalla coordinatrice del gruppo Litorale pontino, entra nel dibattito già avviato nei giorni scorsi sui rumors di probabili nomine "politiche" alla guida degli enti regionali. La polemica è scoppiata in particolare sul Parco dei Monti Aurunci, ha visto già l'intervento di Legambiente e del consigliere regionale Gaia Pernarella del M5S. Ora anche il Wwf pone l'altolà: «Non è nostra intenzione entrare nel merito della discussione politica, ma vogliamo ricordare che il sistema di istruzione italiano da anni ha predisposto corsi di laurea, master, specializzazioni e dottorati di ricerca per la formazione di personale idoneo nella gestione delle aree verdi protette. Corsi di studi, che permettono di esprimere " Specialisti " per svolgere lavori inerenti la gestione delle aree protette, perché improntati sull'aspetto scientifico, ambientale, naturalistico, agronomico, forestale nonché tecnico». Esistono le scuole, insomma, per formarsi alla gestione di aree naturalistiche assai delicate, scrive l'associazione, «Ci sembra opportuno che il conseguimento di tali titoli e un regolare concorso debbano
essere requisiti imprescindibili per ricoprire tali ruoli ed incarichi. È in questi casi che si concretizzano i timori espressi dalla nostra, e tante altre associazioni
ambientaliste, su quelle che sarebbero state le ricadute sull'ambiente della Riforma della Legge Quadro 394/91 sulle aree protette. Siamo contrari a nomine su cui pesa il dubbio del clientelismo politico, un ruolo così delicato deve essere ricoperto da personale con specifiche competenze per non generare una gestione non tecnica di un " Bene Pubblico"; ci preoccupa soprattutto la salvaguardia del bene comune». 

Preoccupazione viene espressa anche su un certo lassismo nell'opinione pubblica e nelle istituzioni nei confronti dei ParchI: «Siamo oltremodo preoccupati per una deriva di indifferenza nei confronti dei beni ambientali che si caratterizza con notevoli attacchi al nostro patrimonio storico-naturalistico e, nello specifico, alla rete dei parchi italiani. Siamo per questo sempre in allerta, nel difendere quanto conquistato, soprattutto perché i Parchi sono una parte essenziale per la nostra Biodiversità. Auspichiamo quindi, se gli interessati già indicati non hanno avuto la dignità di fare un passo indietro, l'intervento del Presidente Zingaretti, dell'Assessore e del Dirigente competente per correggere questa anomalia, che scrive una brutta pagina nella storia della tutela ambientale»