Il Comune di Aprilia condannato a risarcire 150 mila euro per terreni espropriati quasi 40 anni fa per realizzare le case popolari. Il Tar del Lazio si è pronunciato sul ricorso presentato dagli eredi un proprietario di un terreno in via Aldo Moro dove - nel 1976 - venne autorizzata la realizzazione di un piano di edilizia economica e popolare dell'amministrazione. Quell'appezzamento ricadeva infatti nel più ampio progetto per la realizzazione del Peep, autorizzazione scaduta nel 1982 senza che alla realizzazione degli alloggi avesse fatto seguito alcun atto traslativo delle proprietà.
Perciò nel 1983 il proprietario aveva iniziato una causa legale contro Comune, Ater e Regione Lazio per chiedere la restituzione del suolo o il risarcimento del danno pari al suolo valore di mercato. Una disputa legale che è andata avanti per oltre 30 anni, passando per cinque sentenze: una del Tribunale di Latina, due della Corte d'Appello di Roma e due della Corte di Cassazione. Nel 1994 l'Istituto Autonomo delle case popolari (Iacp) era stato condannato a pagare 305 milioni di lire a titolo di risarcimento, tuttavia la suprema Corte di Cassazione nel 1997 ha accolto l'appello che sottolineava il risarcimento non poteva ricadere sull'Istituto case popolari, perché: «non investito di una delega estesa al compimento di atti di esproprio».