Porte aperte, ieri mattina, al centro di accoglienza profughi di Casal dei Lupi, a Maenza. Nella struttura, situata in località Farneto e gestita da Karibu, che l'ha affittata dalla proprietà che aveva rinunciato a farla funzionare come agriturismo, sono ospiti 42 profughi provenienti dal Bangladesh e da vari stati africani, collocati lì direttamente dalla Prefettura. E lì, seguiti dagli operatori della cooperativa affidataria, seguono l'iter per la richiesta dei documenti da rifugiati mentre imparano l'italiano e praticano altre attività. Nel centro maentino, ad esempio, gli operatori hanno intrapreso il programma delle "Tre A", che stanno per alfabetizzazione, agricoltura e allevamento. In attesa dei permessi per allevare qualche animale, l'orto è già realtà. C'è, infatti, una piantagione di pomodori in atto con l'idea di utilizzare il raccolto e per il fabbisogno alimentare del centro stesso, sia per farne una conserva da diffondere anche negli altri centri gestiti da Karibu. Nella festa a porte aperte - cui hanno preso parte anche il sindaco di Maenza Claudio Sperduti, l'assessore Roberto Ciccateri e la presidente di Karibu Marie Terese Mokamitsundo, gli operatori culturali e gli insegnanti dei ragazzi - sono stati gli stessi ospiti a cucinare il banchetto proponendo le ricette tipiche delle loro terre di origine, preparate con l'ausilio di erbe e spezie coltivate pure quelle in loco. Per dei ritardi della burocrazia nella concessione dei documenti, l'attività del centro procede spedita, nonostante le difficoltà che la mancanza degli stessi documenti provoca nell'inserimento in regola degli stessi ospiti in realtà lavorative strutturate, ma anche di volontariato e addirittura in pratiche sportive. Il Comune di Maenza, come già aveva fatto anni addietro, sta però studiando forme di collaborazione per impiegare i giovani in lavori utili alla collettività.